Salute, Dismorfobia e chirurgia estetica

Un nuovo tragico evento ha scosso il mondo della chirurgia estetica. La recente morte dell’attrice Carolin W., ex concorrente del Grande Fratello in Germania, la quale era entrata in coma in seguito ad un intervento per aumentare la  taglia di seno dalla sesta all’ottava .
“Iil corretto comportamento che un professionista del settore dovrebbe tenere al cospetto di pazienti simili, in caso di richieste tanto bizzarre.
Lo dichiara Mario Bellioni Businco, dirigente di Chirurgia Plastica Ricostruttiva all’Ospedale San Giovanni di Roma.
“Dovrebbe essere in grado di cogliere le sfumature del retroterra psicologico del paziente e soprattutto essere in grado di diagnosticare una dismorfofobia. Con questo termine si indica una alterazione nella percezione della propria immagine, per cui un seno già grande viene vissuto come troppo piccolo, un naso di dimensioni normali viene descritto come enorme e via discorrendo.
“Tali pazienti non saranno mai soddisfatti dell’esito dell’intervento e cercheranno sempre qualcuno che li rioperi. Il chirurgo deve essere assolutamente fermo nel rifiutare l’intervento.
“Sicuramente i casi in cui il paziente attribuisce all’esito dell’intervento la capacita’ di risolvere relazioni interpersonali conflittuali, e, in generale, tutte le volte che si ci opera sperando di compiacere qualcuno – conclude il Dott. Mario Bellioni – la chirugia estetica si fa esclusivamente per se stessi e per nessun altro”.

Fabio Chiarini