27 Gennaio 2010,Argomenti sulla Giornata della Memoria

Racconti, romanzi, interviste e testimonianze. Il 27 gennaio 1945 venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz e l’Occidente scopriva una realtà che non aveva voluto conoscere o che aveva semplicemente ignorato. A ricordare quella tragedia sessantasei anni dopo ci pensa anche l’editoria, che in occasione della Giornata della Memoria manda in libreria numerosi volumi dedicati all’argomento.

Oltre ai “classici” che meritano senz’altro una lettura (clicca qui per scoprire i titoli), tra le novità il libro forse più interessante è edito da Laterza. Si intitola Il bambino di Varsavia, è firmato da Frèdèric Rousseau e racconta la storia di una fotografia (ormai celeberrima) scattata nel 1943 che ritrae un bambino con le mani alzate. All’icona probabilmente più nota dell’Olocausto Rousseau ha deciso di dedicarvi un saggio che scava non solo nella realtà del ghetto di Varsavia ma soprattutto nella forza che quello scatto (e in generale quella tragedia) ha avuto nella memoria collettiva del Novecento.

Einaudi ha deciso invece di pubblicare un’antologia di diari e di lettere scritti tra il 1938 e il 1945 semplicemente intitolata Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Il volume, firmato da Avagliano e Palmieri, è un condensato di voci ad alto tasso di emotività e di lucidità che, a distanza di più di sessant’anni, restituisce in modo inaspettato i tragici contorni della Shoah.

E sempre incentrati sulle testimonianze sono altri due libri, entrambi editi dalla Rizzoli. Il primo – Auschwitz è di tutti – ha per protagonista Marta Ascoli, una donna triestina deportata nel lager ad appena 17 anni. Il secondo – Mi ricordo Anna Frank – racconta invece la storia di un’amicizia: quella appunto tra Anna Frank e Hannah Goslar, durante la prigionia nel campo di Bergen-Belsen.

Più spiazzante, invece, è il volume di Carlo Saletti e Frediano Sessi edito da Marsilio. Si intitola Visitare Auschwitz e si presenta come una guida all’ex campo di concentramento e al sito memoriale diviso in quattro sezioni. È in realtà un saggio che mette bene in guardia da una condotta (e un atteggiamento) decisamente da evitare durante queste visite: “I viaggi della memoria – ha detto Sessi – puntano spesso sul sentimento, sull’empatia, ma così facendo non raggiungono lo scopo. Non il sentimento facile, ma è la conoscenza che occorre incrementare”.

Meritano una segnalazione, infine, altri tre titoli: la biografia di Ondina Peteani, la prima staffetta partigiana d’Italia, anche lei deportata ad Auschwitz; il terzo volume del monumentale Libro dei deportati che Mursia sta pubblicando integralmente;  e, per i più piccini, la biografia a fumetti di Anne Frank curata da Sid Jacobson e Ernie Colòn.

Fabio Chiarini