Arcigay parte civile in processo con movente omofobo

Un  giudice del Tribunale di Rimini,  ha riconosciuto come parte civile di Arcigay in un processo con un movente omofobo condannando l’imputato a cinque anni e ad un risarcimento di 15 mila euro per violenza sessuale, furto e minacce ai danni di una persona omosessuale.
“Il riconoscimento di parte civile di Arcigay, il quinto in differenti processi negli ultimi mesi, denota che, non occasionalmente,  in sede di giudizio, la magistratura riconosce la rilevanza giuridica del movente omofobo e, di conseguenza, ammette Arcigay come associazione rappresentativa del mondo lgbt e che da anni si batte nella lotta contro discriminazione violenza e omofobia”, spiega l’avvocato Chaty La Torre, che ha seguito il caso per l’ufficio legale dell’associazione.
“Ci auguriamo che questo orientamento si consolidi in seno alla Magistratura e che il legislatore si metta in ascolto e riconoscano finalmente giuste leggi a tutela delle persone lgbt”, aggiunge Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay.
“La costituzione di parte civile – conclude Patanè – è anche un riconoscimento alla serietà del lavoro del nostro ufficio legale che difende numerose vittime di omofobia e che ha seguito la vicenda  dall’inizio, difendendo la vittima anche dagli attacchi della stampa locale che parlava della violenza sessuale dal giovane come di una storiella buffa e priva di significato”.

Fabio Chiarini