Recensione de "La stella sul Cappotto" al Teatro Studio Uno

In occasione della 66esima Giornata della Memoria, il regista Sasà Russo ha dedicato il suo spettacolo ad un tema importantisssimo: quello dell’Olocausto. Infatti proprio il 27 Gennaio ha debuttato con “La stella sul cappotto” interpretato da Eleonora Micali e Valentina D’amico.
Una donna legge il suo diario, legge il periodo in cui era bambina e all’età di soli 6 anni, ha dovuto vedere l’atroce scenario delle persecuzione naziste contro gli Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.E’ un diario visto dagli occhi di una bambina, dove l’innoncenza è piena di incomprensioni, di divieti e di un continuo nascondersi e rinnegare dell’essere ebreo, poichè esserlo sarebbe stato solo una condanna a morte.
E’ proprio l’innocenza negata, i propri cari, le innumerevoli fughe, le poche persone che conosceva o venivano deportati o addirittura uccisi.
Uno scenario in cui una bambina di soli sei anni non dovrebbe assistere,ma che purtroppo era costretta per sopravvivere.
Una testimonianza piena di ricordi e paure, un viaggio di casa in casa in lotta per la sopravvivenza, una testimonianza che cerca di non farci dimenticare quanto gli ebrei hanno perso ogni diritto umano e la loro dignità è stata più volte calpestata, essendo paragonati spesso a merce o bestiame, solo per il nome di una razza.
Una testimonianza che non ci vuole far dimenticare il genocidio della razza ebrea e dei migliaia di vite non riescono a dimenticare i volti dei suoi cari che non sono più tornati dai campi di sterminio.
Lo scopo di questo spettacolo è di non dimenticare le atrocità che sono avvenute in quegli anni e farci capire che ogni vita ha la propria dignità, che sia di razza ariana o ebrea, che sia un uomo o una donna,che sia un italiano o un extracomunitario, che sia eterosessuale o gay. Tutt’oggi la dignità viene calpestata attraverso le minoranze etniche, di genere e di orientamento sessuale, lo shoah dovrebbe ricordare l’abominio del genocidio, e da quello sbaglio cercare di non commetterne altri ed imparare sugli sbagli avvenuti in passato. Siamo tutti uguali, nessun individuo deve morire per quello che è.
Un ottima interpretazione delle attrici dove tra gli applausi si è potuta notare qualche lacrima fuori da copione, una scena dove, si può notare che per quanto le attrici abbiano recitato, hanno dato una particolare importanza alla scena ed è sicuramente un fatto positivo. Un ottimo spettacolo, vale la pena vederlo.

Per maggiori informazioni:

TEATRO STUDIO UNO

via Carlo della Rocca 6

dal 27 al 30 gennaio 2011

da giovedì a sabato ore 21.00

domenica ore 18.00

Fabio Chiarini