Safer Internet Day, oggi ricorre la Giornata sulla sicurezza in Rete

Oggi martedì 8 febbraio  giunge ogni anno come un momento di pausa e riflessione, un modo per porre a tutti la domanda fondamentale: che cosa stiamo facendo? L’ossessione dell’innovazione a tutti i costi, infatti, porta quotidianamente a guardare il bicchiere mezzo pieno di ciò che la tecnologia ci consente, salvo poi annegare in quel medesimo bicchiere d’acqua appena un problema si pone sulla strada della crescita e del mercato. Il Safer Internet Day 2011 è una nuova occasione per riflettere e rendere questo processo più logico, meno compulsivo, più razionale. Per capire, davvero, cosa stiamo facendo. Dove stiamo andando. E come.

Il Safer Internet Day è la giornata nella quale si concentra la promozione della consapevolezza, poiché è questo il termine dietro a cui si cela ogni soluzione. La consapevolezza è l’arma che è possibile consegnare ai minori per difendersi dai pericoli della Rete, affinché capiscano quale strumento hanno a disposizione e quale possa essere la magnitudo delle conseguenze che ogni azione “virtuale” è in grado di comportare per la vita reale. Il Safer Internet Day è il giorno nel quale la generazione adulta dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) avere le capacità per spiegare ai ragazzi cosa fare e cosa non fare online, come tutelarsi e perché, cosa temere e come agire in questo mondo digitale.

In questi giorni le cronache sono state particolarmente crude nei confronti della Rete. Si passa dalla scuola di Napoli ove un atto sessuale è stato ripreso in classe e portato sul Web, fino alle statistiche che consegnano alla Rete il nuovo ruolo di educatore sessuale delle nuove generazioni. In tutto questo, però, la cronaca sembra guardare al soggetto sbagliato e, soprattutto, sembra intendere la rete come un soggetto quando invece dovrebbe essere mero strumento. E non è soltanto una confusione formale: è questa la sostanza pura ed essenziale del problema.

Quando un atto sessuale viene compiuto in una scuola da parte di ragazzini privi di senso del pudore, infatti, il guaio più grave è nell’atto in sé e nel sostrato culturale che lo ha reso possibile, oppure nel fatto che il tutto sia stato ripreso e portato online? Saper rispondere a questo quesito è qualcosa che viene prima di qualsiasi Safer Internet Day, perché significa concordare una regola comune attorno a cui costruire l’etica della Rete e l’immaginario collettivo nei confronti della stessa.

Una volta compreso il fatto che la caduta dei valori, la mancanza di un approccio costruttivo all’educazione sessuale ed altre problematiche sociali sono il problema vero e profondo, però, si può e si deve fare un passo ulteriore per fare in modo che Internet possa diventare realmente uno strumento educativo, sicuro e funzionale ad una crescita collettiva. La consapevolezza di quel che si va a fare online è un problema parallelo, correlato ma differente, rispetto ad una caduta culturale che rischia di minare le giovani generazioni di oggi. Se l’impatto con la rete è troppo “duro”, infatti, il problema è nel fatto che non è stata fatta una doverosa opera preventiva che consenta ai giovani di impattare con i nuovi strumenti avendo a disposizione una piena maturità o quantomeno gli strumenti culturali necessari per capire.

Internet non è un gioco e non è virtuale. Internet è la vita reale. Il Safer Internet Day ha questa finalità: portare il messaggio ai giovani ed a coloro i quali debbono curarsi della loro formazione. Se per qualcuno sarà un giorno in cui girano un po’ di volantini e di video insignificanti, occorrerà pensare a quanto profonda sia la finalità ultima perseguita. E se si pensa che questo approccio sia troppo superficiale, ognuno deve sentirsi attore primo di questa battaglia collettiva: non si consegna un coltello in mano ad un bambino finché non è capace ad usarlo, ed allo stesso modo non si può rinunciare ad una fondamentale educazione alla Rete per ragazzi che, inconsapevolmente, rischiano di farsi del male giocando.