Arcigay revoca la qualifica a due soci

Arcigay è investita in questi giorni da mistificazioni e letture parziali rispetto a quanto accaduto nella due giorni di Consiglio nazionale del 5 e 6 febbraio scorso che ha portato alla revoca di qualifica di socio a due esponenti di Arcigay Roma, alle dimissioni da socio di un altro componente dello stesso Comitato e alle dimissioni di due consiglieri nazionali.
Da più parti è stata richiesta la pubblicazione dei verbali dell’assemblea. I verbali verranno pubblicati nei termini previsti dallo Statuto, e cioè entro 15 giorni dal Consiglio nazionale, in forma parziale a tutela della privacy delle persone coinvolte.
Questa decisione è stata presa dopo consultazione con i legali dell’Associazione che hanno ritenuto che nello specifico caso si potesse configurare una lesione della privacy delle persone oggetto del provvedimento.
Qualora fossero gli stessi soggetti oggetti del provvedimento a desiderare la pubblicazione integrale di verbale ed allegati, dietro loro espressa richiesta scritta, provvederanno a renderli pubblici salvo le parti che potrebbero ledere la privacy di persone terza. Ovviamente gli atti saranno completamente a disposizione dei diretti interessati.
“Nonostante le ricostruzione fantasiose che stanno circolando in questo momento il provvedimento ha semplicemente sanzionato la creazione di una associazione parallela ad Arcigay Roma, con il medesimo statuto e gli stessi dirigenti, l’associazione di volontariato “Gay help line”, intestataria del contratto di affitto della sede di via Zabaglia, la cui esistenza ed operatività era ignota agli stessi soci del circolo oggetto del provvedimento, in conflitto di interesse con l’associazione stessa e soprattutto il rifiuto perseverato di rendicontare l’operato e fornire gli atti utili a risolvere e chiarire tale intricata situazione.”
Lo ha dichiarato Paolo Patanè presidente nazionale Arcigay.
“Il provvedimento infatti è giunto dopo ripetute richieste di esaminare le carte a cui diretti interessati non hanno mai voluto ottemperare.
“Il voto è servito a ribadire il principio che in una associazione come Arcigay la trasparenza e la fiducia siano assolutamente irrinunciabili. Chiunque ritenga di farne a meno si mette al di fuori dell’associazione e del suo Statuto. Il voto del consiglio nazionale intendeva proprio ristabilire un clima di certezza delle regole, a tutela delle socie e dei soci di Arcigay Roma, della democrazia interna e della piena trasparenza delle strutture di governance associativa.
“Spiace notare come il provvedimento sia stato letto non tanto nel merito,- aggiunge Patanè – ma come un tentativo di “epurazione”, accolto con una pioggia di menzogne la peggiore della quali è la notizia comparsa sul “Corriere della sera” della presunta espulsione di 10 circoli che non solo non è mai avvenuta, ma è totalmente priva di fondamento.
“Quanto a coloro che hanno dichiarato presunte scissioni di comitati dall’associazione, ci pare giusto sottolineare che nessuno dei comitati provinciali ha mai manifestato tale intenzione.
“La presunta spaccatura dell’associazione, di cui parla con insistenza un comunicato stampa di ieri, è smentita dall’approvazione della riforma del circuito delle associazioni affiliate approvata all’unanimità e con maggioranza qualificata. Questo fatto, da solo,  è sufficiente a smentire la ridda di voci e dilazioni di chi sta agendo invano al solo scopo strumentale di screditare Arcigay.
Contrariamente a quanto si legge quindi l’associazione è unita e compatta, la presidenza è sostenuta da una maggioranza solida come dimostrato nei fatti concreti.
La piena dialettica democratica è dimostrata proprio nel voto sui provvedimenti in discussione che hanno avuto maggioranza diverse. Un socio è stato escluso con 30 voti a favore, 23 voti contrari, un altro socio con 27 voti a favore, 26 voti contrari, mentre il provvedimento relativo al socio che, sottraendosi al dibattito, si era preventivamente dimesso, è stato respinto. E ciò a testimonianza della totale libertà con cui si è espresso l’organo di governo di Arcigay.
Infine lo spirito di disponibilità dell’attuale dirigenza è stato dimostrato concretamente dal ritiro, come atto di conciliazione, di una mozione di censura nei confronti di Arcigay Roma.
Pertanto nessuna delle accuse mosse ad Arcigay fino a questo momento risulta corrispondente a quanto realmente accaduto.
“Continuiamo quindi a lavorare confidando in una lettura più serena ed attenta dei fatti in oggetto,- ha concluso Patanè – chiedendo rispetto per le dinamiche libere e democratiche della nostra associazione.

Fabio Chiarini