Recensione Neurotic Survival al Piccolo Teatro d’Arte

E’ stata messa in scena  lo spettacolo “Neurotic Survival” scritto diretto ed interpretato da 

Irene Faccio al Piccolo Teatro Campo d’arte presso via dei Cappellari, 93.
Lo spettacolo parla di Eloise, una giovane donna, ossessionata dalle sue visioni, dalle sue voci e dal suo corpo. Si sente colpevole per essersi ammalata, per non essere più in grado d’ amare. Cerca una via d’ uscita per trovare la libertà, liberarsi da se stessa, dal dolore, dalla passione, dalla morte. 
Questo lavoro mira a scoprire ed esplorare la mente umana, pur nella consapevolezza che sia quasi impossibile darne una spiegazione razionale. Partendo da esperienze personali, l’autrice si avvicina a livello emotivo, a temi attuali quanto delicati, come l’anoressia, la follia, la depressione e l’amore.
Un lavoro che permette di entrare in contatto con un mondo inspiegabile, dove la malattia risulta essere l’ unico modo per sopravvivere.
L’interpretazione dell’attrice è ottima, e trasmette allo spettatore le stesse sensazioni di una persona “disturbata”.
In particolar modo la figura femminile è a fronte di continui stereotipi, e lì incombe insicurezza,la paura se si mangia qualcosa di più c’è la possibilità che riperquota sull’aspetto. E allora c’è una violenza in un primo tempo mentale e poi fisico. Quello che avviene nello spettacolo è quello che molte donne combattono con il proprio corpo, odiandosi, spesso animi talmente sensibili che vogliono essere più forti e vogliono reagire alle delusioni d’amore, alle delusioni della vita, alle continue vicissitudini che la vita le riserva.
Uno specchio, il digiuno, l’anoressia è come picchiare il proprio corpo, il non accettarsi per quello che è all’ordine del giorno per la maggior parte del mondo femminile. La continua insicurezza, sensibilità è frustrante, una cosa che molti non riescono a capire.
Con questa rappresentazione, la figura maschile può capire cosa può rivelare all’interno della mente di una persona malata di anoressia o depressa. Se all’esterno questa figura ha una personalità apatica, all’interno si fa del male, non si accetta, si odia.
Anche se lo spettacolo è terminato un piccolo scatch sullo spettacolo:

Fabio Chiarini
(www.vogliosapere.org)