Recensione "Senza Parole" all’Accento Teatro

C’è chi pensa che la donna non è più considerata come una valvola di sfogo per i mariti violenti; ma Shara Guandalini e Simona Zilli, con un intenso spettacolo teatrale, aprono gli occhi a tutti coloro che condividono questa utopia sussurrando agli spettatori: “La violenza ha radici profonde”.
All’ Accènto teatro, con tanto di dati alla mano, si narra di storie realmente accadute che lasciano il pubblico “senza parole”.

“Sapevate che su 29 milioni di donne, ben 14 milioni ha subito violenza? E non si parla solo di maltrattamenti fisici ma anche umiliazioni, violenza verbale, stalking, o di donne che vengono uccise. Una bestia più forte di un cancro, un carnefice che consuma più della vecchiaia, ansia, paura, dolore”. Parole crude, dure da digerire, ma che, purtroppo, rispecchiano alla verità.

A volte i carnefici, lupi travestiti da agnelli, uomini travestiti da mariti, padri, fidanzati, sono talmente bravi a recitare da far diventare pazze le donne che, tra le mura domestiche, subiscono sberle, pugni, calci. Violenze che a volte vengono subite davanti agli occhi dei figli che, inevitabilmente, crescono con traumi e problemi; perché si sa, la violenza genera violenza.

Non è facile parlare di questi argomenti, ma le due autrici/attrici ben dirette da Teresa Nervegna, riescono a dar voce a tutte coloro che vorrebbero urlare “io voglio vivere una vita normale”.

Semplice la scenografia scelta dalla regista: lenzuola ad asciugare, lenzuola candite e pure come l’anima delle donne maltrattate, lenzuola bianche che coprono il nero del dolore di chi ci dorme
Uno spettacolo che emoziona, commuove, colpisce e stupisce; uno spettacolo “doloroso” ma non troppo. Geniale la scelta di chiudere con un simpatico dialogo di due donne che si confrontano.

Uno spettacolo intenso e profondo dedicato alle sorelle Mirabal tre donne che hanno avuto il coraggio di lottare contro la politica che le opprimeva, che le considerava solo come un essere non pensanti nate per lavare, stirare e fare figli. Il 25 Novembre 1969 le sorelle Mirabal furono uccise brutalmente. Proprio per ricordare queste eroine e tutte l’ingiustizie subite da altrettante madri, figlie, fidanzate, questa data è diventata La Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Lo spettacolo Senza Parole merita di continuare la fortunata tournee non solo nei teatri ma anche nelle scuole. “Chi giustifica la violenza da grande, lo ha fatto anche da bambina” recita la brava Shara Guandalini. Per evitare questo sarebbe il caso di educare le giovani donne e quale mezzo è meglio di un sano e corposo spettacolo teatrale?
Grande e meritato applauso a fine spettacolo con tanto di brindisi come augurio affinchè non ci sia più violenza, non ci sia più vergogna.

Fabio Chiarini