“Sono diventato Etero!” Lo spettacolo intramontabile di Lorenzo De Feo

Lo spettacolo“Sono diventato Etero!”  dichiarato dalla stampa uno straordinario fenomeno teatrale e un vero e proprio cult! dal 2007  debuttato presso la libreria Bibli non finisce di sorprendere il pubblico e tutt’oggi nonostante dopo quattro anni riscuote ancora successi.
L’ultima rappresentazione è stata messa in scena  eccezionalmente dal 27 al 29 maggio 2011 al Teatro Cometa Off.
Scritto da Lorenzo De Feo, lo spettacolo affronta in maniera brillante, ma non leggera, il rapporto tra madre e figlio. È il racconto, ironico e sensibile, dello stupore di una madre verso Marco, il figlio omosessuale – accettato dalla famiglia e dalla società – che all’improvviso dichiara la sua eterosessualità. La donna, con l’aiuto di Dodo, il migliore amico del figlio, segretamente innamorato del ragazzo, cerca di farlo tornare sui suoi passi.
Sono diventato Etero!, prodotto da Millelire ed Elios13, mette in scena le forti personalità dei personaggi e le loro subdole trovate per prevaricarsi a vicenda: l’egoistico amore della madre, la ribellione del figlio e l’amico che ama l’amore. Una commedia politicamente scorretta, rompe gli equilibri, sfascia le famiglie e devasta la psiche.
Lo spettacolo è innovativo e divertente, se pensate che questo spettacolo sia rivolto solamente ad un target gay, vi sbagliate. Uno spettacolo divertente che matura e “istruisce” soprattutto l’apertura mentale di grandi e piccini. In un paese come il nostro dove purtroppo l’omosessualità  è ancora considerata perversa e contronatura, questo spettacolo con naturalezza mostra con delicatezza l’omosessualità senza vogarità, ma con uno spirito vivace e frizzante.
Di solito il problema dell’omosessualità è proprio l’accettazione da parte dei genitori, questo spettacolo rompe gli schemi, addirittura è la madre desidera che il proprio figlio SIA gay, perchè  GAY E’ BELLO! 
Un ottima interpretazione degli attori Daniele Zappalà, Katia Nani e Antonio Lupi. 
Intervista al regista Lorenzo de Feo e Antonio Lupi:
Come nasce questa commedia? Nasce da qualcosa di personale?
LDF – A dire il vero la commedia nasce dai personaggi. Dodo, il migliore amico esiste nel mondo reale, la madre è un il concentrato di molte mamme che ho conosciuto. Solo il protagonista non esiste di fatto, ma molti si rispecchiano in Marco. La cosa divertente è alla fine degli spettacoli le madri rispecchiavano la  figura della madre autoritaria in amiche, conoscenti o parenti,mentre i figli confessavano che erano l’incarnazione delle loro madri.
Ho lasciato quindi che i personaggi scrivessero la commedia rompendo le regole della drammaturgia. Sinceramente nonostante abbia studiato drammaturgia non riesco a seguire gli schemi.  La commedia per me parte dal titolo, poi i personaggi e il resto vien da sè.

Molti spettacoli finiscono dopo una rappresentazione. Questo spettacolo scritto nel 2002 e messo in scena nel 2007 invece continua ad avere il tutto esaurito dopo 4 anni. Qual’è il segreto di questo successo?
LDF: Sicuramente è la curiosità del titolo, poi una volta visto c’è il passaparola di coloro che sono andati a vederlo. Lo spettacolo è in continua evoluzione. All’inizio era semplicemente un Reading della durata di due ore senza interruzioni con  video proiezioni.E’ partita come una scommessa: il 30 Giugno del 2007 presso la libreria Bibli abbiamo fatto questa “mise en espace”. A malincuore proprio il 30 Giugno  la libreria Bibli  verrà chiusa e con essa sarà la chiusura di un cerchio pieno di esperienze e ricordi.

AL:  Grazie a Gabriella Maggiugli che ci ha concesso di poterci esibire in una libreria storica, lo spettacolo ha avuto un enorme successo. Avevamo messo in conto un buffet di benvenuto prima dello spettacolo e qualche sedia con dei tavolini per non sembrare che lo spazio fosse vuoto. La nostra sorpresa è stata quando via dei Fienaroli era bloccata da coloro che volevano vedere lo spettacolo. Abbiamo tolto quindi i tavolini  e la sala era stracolma. Da lì abbiamo dedotto che la scommessa era stata vinta e abbiamo proseguito nell’evoluzione dello spettacolo aggiungendo coreografie e canzoni. Grazie all’aiuto di Loriana Lana abbiamo esordito anche come musical aggiungendo le canzoni in punti strategici, in modo da non descrivere la trama, ma per dare un pizzico di vivacità dello spettacolo. Anche le coreografie  sono state studiate da Cherubini e Marina Malfoia in maniera non troppo complessa, adattati ovviamente agli attori in quanto tali.

LDF: Lo spettacolo ha avuto anche la compartecipazione del pubblico come se fossimo tornati negli anni ’70, richiedevano il bis delle canzoni. Nel novembre del 2007 al  Teatro dei Contrari abbiamo ingegnato il biglietto ridotto ai maggiorenni che venivano con le proprie madri. Anche il Teatro Bellini di Napoli ci ha accolto a braccia aperte, dove di solito vengono  messi in scena spettacoli d compagnie teatrali prettamente napoletane e dove le compagnie di altre regioni vi restano per pochi giorni. Per il nostro spettacolo invece, senza aver visto e valutato lo spettacolo ci hanno concesso una settimana intera, il risultato: Tutto esaurito e successo assicurato.

Lo spettacolo è a tematica gay: qual’è stato il rapporto verso le Associazioni GLBT e quale messaggio vuole mandare nei confronti del mondo gay?

LDF: In realtà non c’è nessun messaggio poichè l’omosessualità fa parte della vita.Lo spettacolo non accentua le difficoltà di accettazione e omofobia, anzi. Un segnale importante che vuole fornire la quotidianità del gay e della normalità. Infatti Marco è un ragazzo come tutti gli altri in camicia, ha un lavoro da impiegato e non è per niente effeminato.
All’inizio abbiamo avuto il patrocinio dell’Arcigay e dell’AGEDO ( Associazione Genitori di Omosessuali) e sponsor di Ice cream Bears e Babele e il Diavolo Dentro. Ma poi abbiamo riscontrato che il target medio degli spettatori di cet medio-alto di un età media di 40-45anni.Credavamo che ci fosse una forte affluenza gay, invece c’erano molte famiglie e bambini. Purtroppo molti giovani d’oggi sono più intenti ai party e alle serate in discoteca e chi va a teatro sono per lo più le persone più mature.

AL: Abbiamo quindi  avuto il Patrocinio del Comune di Fonopoli e di Roma Capitale, e grazie a loro hanno dato più serietà  e credibilità allo spettacolo. Anche nei teatri dove poi siamo stati ospiti come Milano o Napoli avendo questi patrocini che ci appoggiavano è stato più facile accogliendoci a “scatola chiusa”.

LDF: Il tema dell’omosessualità non ha riscontrato uno scandalo da parte dei genitori, delle famiglie e dei bambini, anzi. I bambini nella loro innocenza non si sono chiesti perchè Dodo era innamorato del suo migliore amico in quanto uomo. L’intento più che il messaggio è diffondere l’uguaglianza e la normalità nei giovani e “educare” nelle istituzioni scolastici questi principi. Grazie al direttore di un Istituto Superiore abbiamo messo in scena questo spettacolo proprio agli adolescenti. La nostra sorpresa è stata che dopo lo spettacolo è susseguito un dibattito molto istruttivo che abbatteva l’omofobia, dove i ragazzi facevano delle domande molto interessanti nei confronti sia rivolte allo spettacolo che nei diritti gay.
Teatro e non solo: “Sono diventato etero” è diventato anche un libro.
LDF: Esattamente Sono diventato etero nelle sue continue evoluzioni ha diverse sfaccettature artistiche, partendo da un reading, è diventato uno spettacolo a tutti gli effetti, poi si sono aggiunte le musiche, le coreografie. Mancava la letteratura. In quanto  Associazione Mille Lire avevamo l’abilitazione a diventare una casa editrice, così abbiamo potuto pubblicare quest’opera che è in vendita sia in internet che  nella libreria Bibli da sempre sostenitrice e in alcune librerie sparse per Roma. Purtroppo è un libro di nicchia e molte librerie non l’hanno accettato, ma preferiamo essere di nicchia ed essere sostenuti da librerie valevoli.

Avete avuto anche esperienze lavorative all’estero, avete mai pensato di esporre il vostro spettacolo fuori dall’Italia? 

LDF: Da quanto ci hanno detto degli amici in Spagna e  in Germania sarebbero interessati ad uno spettacolo del genere. Un nostro amico irlandese ci ha anche suggerito di portarlo in Irlanda e in Inghilterra. Probabilmente la Spagna potrebbe la prossima tappa per “Sono diventato etero”.

Oltre sono diventato etero non finite di sfornare altri spettacoli altrettanto divertenti. Quale sarà il prossimo?

LDF:Il prossimo uscirà i primi di Ottobre e  s’intitola ” Bang!…ancora un giallo a fumetti?!” E’ stato prodotto nel 2005.  Sono tre gialli in uno. Anche qui ho seguito le mie regole: ho prima descrittto i personaggi,  quasi tutti fumetti, eccetto un ” umano” , li ho lasciati parlare, il testo è venuto da sè.

AL: Anche questo spettacolo gioca sul tema dell’omosessualità anche se non in maniera diretta. Infatti c’è CLERO un uomo travestito da suora. C’è un gioco di appellativi  fratello/sorella  dove spesso i personaggi si confondono. L’uomo che vuole diventare donna, ma non nelle vesti di un qualcosa di perverso, come un travestito che indossa abiti da donna sgargianti, m di un qualcosa più puro che non rispecchia un lato sessuale, ma spirituale, i panni di una suora. La confusione tra i generi è proprio uno degli  scopi dello spettacolo dove non si va a notare se un uomo vuole travestirsi da donna, o se un fumetto si innamora di una donna che in verità è un uomo, ma la persona in sé stessa senza appellativi gay o travestito. Il bello di questo spettacolo è stato giocare sull’omosessualità senza renderla volgare.

Appuntamento allora i primi d’Ottobre per la nuova commedia di Lorenzo De Feo “Bang…ancora un giallo a fumetti?!” e chissà magari alla prossima rappresentazione di “Sono diventato etero”.

Per maggiori informazioni:
clicca qui per entrare nel sito dell”Associazione Mille Lire

Fabio Chiarini