Genova 2011, Bandiere Rainbow il G8

Riparte da Genova, dieci anni dopo il G8 del 2001 l’importante dibattito sulla costruzione di un’Europa globale dei diritti, non-violenta e pacifica, basata su cooperazione e solidarietà sociale. Dopo un anno di mobilitazioni che hanno visto coinvolte differenti e molteplici realtà sociali (associazioni, sindacati, movimenti), la storia sta dando ragione a quanti sostengono che un mondo diverso sia possibile.

Dieci anni dopo ripartono da Genova ricche e importanti occasioni di incontro e confronto sui temi della democrazia, di un mondo economicamente più giusto, del lavoro e del welfare, della pace, del rispetto e valorizzazione delle differenze, per ribadire che le questioni globali non sono esclusivo appannaggio di stati e governi ma chiamano in causa il diritto all’autodeterminazione di ogni essere umano, il diritto di decidere della propria vita e del proprio futuro.

“Per questo nella giornata di oggi Arcigay esprime la propria solidarietà e il proprio appoggio a quanti decideranno di scendere in piazza in occasione della manifestazione nazionale che a Genova concluderà il decennale.”Lo dichiara Paolo Patanè presidente nazionale dell’Arcigay.
“Perché combattere per una società più equa significa contribuire a rendere il mondo in cui viviamo più accogliente e disponibile a saper riconoscere e valorizzare ogni tipo di differenza, comprese quelle pertinenti a orientamento sessuale e identità di genere; significa favorire e promuovere la libertà di manifestare alla luce del sole le proprie idee e le proprie identità affermando con forza il diritto alla piena uguaglianza fra persone; significa uscire dall’isolamento sperimentando forme di sinergia e condivisione tra le tante realtà che rappresentano il vento di cambiamento di cui il nostro paese ora più che mai ha bisogno, nell’ottica della costituzione di un’altra economia, di un sostanziale allargamento dei diritti e promozione di un welfare che realmente sappia tutelare e favorire la libera espressione e il corretto sviluppo delle identità, degli affetti e dei progetti di vita di ogni persona.”

Fabio Chiarini