Sergio e Michele sposi a Oslo un’altro matrimonio gay fuori dalla patria

L’estate 2011 ha visto numerosi matrimoni gay di italiani che hanno dovuto coronare il sogno di scambiarsi amore reciproco all’estero. Ultimo fra i tanti Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay,e  Michele Giarratano, legale dell’associazione, una coppia che vive e lavora a Bologna, e  che si sono scambiati gli anelli a Oslo di fronte ad un pubblico emozionato di parenti ed amici.
Il matrimonio (che, secondo la legge norvegese del 2008, non prevede alcuna differenza rispetto al genere dei coniugi, né per quanto riguarda la cerimonia né relativamente ai diritti e ai doveri previsti) si è svolto, come previsto, nella sede della Tinghus la Corte di Giustizia della capitale norvegese.
La celebrante ha ricordato ai due convenuti, in lingua inglese, “il profondo significato dell’impegno che state assumendo reciprocamente scegliendo di vivere insieme in matrimonio”.

 Dopo avere ricordato gli impegni all’amore e alla fedeltà e la necessità di un sincero impegno per il raggiungimento di questi obiettivi, ha ricordato la necessità del pieno riconoscimento della parità all’interno della coppia: “Quando vi unite in matrimonio diventate uno ma rimanete anche due individui uguali e indipendenti. Non c’è contraddizione fra amore e unità da una parte e libertà e autonomia dall’altra. Amare significa anche dimostrarsi rispetto reciproco”.
Dopo i sì (“Yes, I do”) degli sposi, il celebrante ha pronunciato la formula ufficiale: “I now pronounce you lawfully wedded” (Vi dichiaro sposi a tutti gli effetti di legge) ed ha consegnato agli sposi l’attestato di matrimonio.

Lo Giudice e Giarratano sono rientrati in Italia giovedi, ora avrà inizio il percorso legale per la richiesta di trascrizione del matrimonio anche in Italia.
 Ricordiamo  Matteo e Matteo a New York a 7 mila chilometri da partenti e amici, l’On. Paola Concia e Ricarda in Germania  e Giampaolo e compagno a Ottawa .

Il loro gesto racconta genuinamente l’apertura al futuro, la progettualità e la solidità degli amori delle persone omosessuali e lesbiche.

L’esilio dei matrimoni gay, nel contesto dei grandi paesi europei, è una vergogna tutta italiana la cui responsabilità grava su di una classe politica incapace di interpretare la realtà e offrire un futuro migliore a tutti e tutte.

Fabio Chiarini