Scontri a Roma, chiusa Piazza San Giovanni

Dopo il sabato di guerriglia urbana, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha deciso di chiudere per oggi piazza San Giovanni, cuore degli scontri. Il timore è che riprendano i disordini scoppiati durante il corteo degli Indignati. C’è preoccupazione anche per il derby Roma-Lazio. Durante la manifestazione nel centro della Capitale, frange violente hanno attaccato le forze dell’ordine. Il bilancio è di 70 feriti e 12 arrestati.
In piazza, il giorno dopo, regna la desolazione. La carcassa del veicolo dei carabinieri dato alle fiamme dai teppisti durante gli scontri di è il monumento alla violenza che ha tenuto sotto scacco Roma per ore. Dell’interno resta solo lo scheletro dei sedili, i portelloni sono divelti e giacciono a un paio di metri di distanza. Tutto attorno a quel che resta degli pneumatici si ammonticchiano sampietrini, decine e decine di pietre utilizzate per colpirlo. Ma tutta la piazza è un campo di battaglia, a partire dai pali dei cartelli stradali staccati dall’asfalto e utilizzati come armi. La piazza, le strade limitrofe, il prato ai piedi della facciata: tutto è punteggiato dai sampietrini; i tratti di selciato fatti a pezzi rivelano da dove sono stati estratti. In particolare dalla strada pedonale che dalla piazza conduce all’ingresso della basilica.
Una camionetta della Finanza è completamente picchiettata dalle sassate, e qualcuno, sulla fiancata con lo spray ha disegnato il simbolo dell’anarchia. I cassonetti sono tutti rovesciati, accanto alle auto bruciate. L’inizio della strada è in condizioni devastate: si cammina tra i rifiuti e le pietre che nascondono agli occhi le rotaie del tram. 
La stessa zona dove ieri bruciava il blindato della polizia è stata transennata per la presenza di un ordigno inesploso. Si attende l’arrivo degli artificeri che provvederano a disinnescarlo. Le prime indiscrezioni parlano di una bomba da granaio.