Ritorno al Sud: Umeå verso Uppsala

07/06/2012

20.00

Sveglia alle 5.00, ma ne approfitto del bonus di Fredrick che si fa la doccia, barba ecc., circa mezz’ora1 Io invece faccio una doccia veloce e in 5minuti sono già pronto. Mettiamo i bagagli e tutti i regali e cianfrusaglie che faranno parte del nuovo appartamento. Un thermos intero di caffè e kanelbulle calde ringrazio i genitori della loro fantastica ospitalità e si riparte!

Le canzoni dell’Eurovision come al solito ci accompagnano al ritorno di questa fantastica gita. E’ una giornata stupenda, il sole è già forte dalle 7am!

Pausa caffè a Umeå, passiamo di fronte ad un circo e ci avviciniamo per vedere dei cammelli nel recinto. Confesso a Fredrick che sono contrario al circo con degli animali, poiché ho sentito delle cose abominevoli a riguardo. Credo che sia giusto che gli animali selvatici rimangano nel loro habitat, piuttosto che picchiati a sangue e a vivere in un recinto. Preferisco di gran lunga un circo come “cirque du soleil” dove non ci sono animali ed è una compagnia piena di talenti.

Fredrick appoggia la mia causa facendomi l’occhiolino e cogliamo l’occasione di fare un ulteriore tour della città in macchina.

Mi racconta che decenni fa c’è stato un incendio che ha bruciato tutta la città. Solo due edifici sono scampati alle fiamme. La maggior parte degli edifici erano stati costruiti in legno di betulla, per questo la città è chiamata anche “Umeå Björkarnastad” la città di betulle. In particolare uno dei palazzi scampati all’incendio, Skrinskavillan, era una villa appartenente ad un dottore e attualmente viene utilizzata per eventi come feste private, matrimoni e concerti. Fredrick la chiama The Pink House e mi rivela che una volta al mese lì si celebra una serata gay.

Con la Corte d’Appello e il Municipio, ci lasciamo alle spalle la città per tornare verso il Sud. Ripercorriamo di nuovo l’ Högankustenbro, il ponte più alto della Svezia, stavolta con il cielo sereno quello che si presenta attorno è tutto più nitido e riesco ad intravedere il Högankustenpark, il parco nazionale della costa settentrionale.

Durante il nostro tragitto passiamo davanti ad una scultura a Y, a Timrå.   L’artista Bengt Lindström ha portato in un magnifico punto focale  per tutti coloro che passano. Infatti si trova nella “E 4” all’ingresso dell’aeroporto Midlanda.

Anche se per un attimo rimango colpito dei colori vivaci: giallo, verde, rosso, blu e bianco e dell’altezza, circa 30,5 metri di superficie di 800 metri quadrati. Una scultura così isolata dai monumenti comuni e così in vista da coloro che vi passano.

La lettera “Y”, che di per sé rappresenta un significativo punto di riferimento, un simbolo di Västernorrland. Y: sembra come un gigante,  che estende le sue mani verso il cielo nella gioia un simbolo di vittoria e libertà, oppure può essere interpretato come un possente albero, a simboleggiare un futuro positivo la regione di Västernorrland. Leggo nella guida in svedese che la scultura è stata presentata nel settembre 1995 pesa ben 700 tonnellate.

Facciamo una pausa a Sundvall, siamo a metà strada. Ci fermiamo ad ammirare questa deliziosa città che è la quattordicesima città più grande della Svezia. La città è il capoluogo di Västernorrland  e si affaccia sul  Golfo di Botnia, nella parte settentrionale del mar Baltico; si trova nel centro-nord della Svezia. Mancano ancora 395 km per Stoccolma.

Fredrick non  smette di parlare, mi riempie di informazioni, è perfetto per il viaggio e sinceramente il fatto che una persona parli mi induce a parlare e a scambiare le proprie opinioni, ma dopo 4 ore ininterrotte sono affascinato quanto stordito per quanto parla! Scherzi a parte Fredrick è un ottimo compagno di viaggio, a volte lo prendo in giro, dicendogli di tacere per un attimo, ma poi gli sorrido e capisce che non dico sul serio.

Arriviamo a Uppsala verso le 17.30 e prima di imboccare la strada che ci porta al centro ceniamo da Max, ormai è diventato una cosa abituale, se con Mats ero abituato al United bakery, con Fredrick decisamente il Max.  Tra le varie conversazioni con Inger gli avevo parlato che avevo provato l’hamburger del Max e che mi  era piaciuto. Lei invece mi aveva confessato che preferiva un altro fast food svedese chiamato Sybille!

In quel frangente ho pensato che Sybille fosse il fast-food preferito dalle lesbiche, mentre il Max dai gay!

Lascio decidere a Fredrick e prende un triplo cheeseburger delle patatine delle cipolle fritte da dividere, tanto non devo baciare nessuno, e salsa extra!

Come se dice a Roma: “Alla faccia de chi ce vò male!”

Fabio Chiarini

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