La cattedrale Uspenski: siamo in Finlandia o in Russia?

Terraaaaaaa!!! Ci sveglia l’annuncio del comandante: “ Gentili passeggeri, siamo arrivati a Helsinki, Benvenuti in Finlandia!” Tutto questo in una serie di  suoni gutturali incomprensibili. Devo confessare che il finlandese è una lingua “particolare”. Mi faccio velocemente la doccia, sebbene Fredrick mi rassicura che non c’è alcuna fretta, visto che la nave rimarrà lì tutto il giorno e partirà  alle 18.00. Guardo fuori dal finestrino e noto che il tempo non è dalla nostra parte. Speriamo che non piova.

Il forte odore del pesce fresco della piazza del mercato di fronte al porto mi risveglia più di una tazza di caffè.  Il nome in finlandese è “Kauppatori” e deriva appunto da kauppa = mercato e tori = piazza.

A Kauppatori viene organizzato il mercato praticamente tutti i giorni d’estate  e i fine settimana d’inverno. Al centro della piazza s’innalza il Keisarinnan kivi, un obelisco costruito da Carl Ludvig Engel nel 1835. In cima all’obelisco si trova una palla di bronzo sopra la quale svetta un’aquila a due teste. Il monumento è dedicato allo Zar Nicola I e sua moglie Alessandra Feodorovna Romanova, i quali visitarono Helsinki durante il periodo della dominazione russa.

Ci sono numerosi stand che stanno cucinando pesce, come le aringhe o il salmone, serviti in piatti con patate e salse tipiche. Una ragazza, appena la guardo, coglie l’occasione di chiedermi se voglio della frittura, già preparata in un cartoccio e delle deliziosi stuzzicadenti con in cima la bandiera finlandese.

La piazza  è piena di turisti che ammirano come me il pesce fresco, ma non so se si staranno facendo la mia domanda: “ Come si fa a mangiare una frittura di pesce alle 10 di mattina?”

I turisti appena scesi dalla stessa nave sono già in una ricerca famelica di souvenir artigianali fatti in legno. Altri stand invece servono caffè e le famose crêpes con panna e marmellata (pannukakku). Sono tentato, ma abbiamo già in mente dove andare per colazione: FAZER, il bar più famoso di Helsinki.

Tra le varie navi attraccati sul porto faccio caso ad una con la scritta: HELSINKI. Colgo l’occasione per farci una foto e prendo di mira una famigliola giapponese intenta a fare le foto ai gabbiani.

Visto che i giapponesi sono sempre coperti dall’obiettivo della macchina fotografica per quante foto fanno, mi ero illuso che le sapessero fare, SBAGLIATO! Dopo diversi tentativi ci rinunciamo. L’impresa non era difficile: fotografare la scritta Helsinki riprendendo un po’ la nave insieme a me e Fredrick. Mission impossibile, una volta riprendevano solo la nave, poi solo la scritta, poi solo a noi, addirittura un primo piano prendendo a metà i nostri volti! Dopo l’ennesimo tentativo ( fallito) prendo la macchinetta e mi inchino lo ringrazio diplomatica in giapponese. La mia voce diceva  ”ARIGATO”, ma nella mia testa la parola era chiaramente “ IMPEDITO”!

Prima di andare a colazione andiamo alla cattedrale ortodossa che si trova su una collina vicina alla Piazza del Mercato, nel quartiere di Katajanokka.

E’ una delle mete più turistiche di Helsinki, poiché la cattedrale Uspenski è la chiesa ortodossa più grande dell’Europa nordoccidentale. L’origine del suo nome risale alla parola slava uspenje, che vuol dire “dormizione” (o morte); infatti la cattedrale è dedicata a Maria, madre di Gesù, la quale si dice sia caduta in un sonno profondo, prima di essere stata assunta in Cielo.

La chiesa fu ultimata nel 1868, su progetto dell’architetto russo Alexey Gornostaev, che però morì nel 1862. Subì alcune modifiche, dopo che un ricco mercante russo donò una campana così grande da costringere a smantellare parte del campanile originale. La cattedrale è la più importante parrocchia ortodossa della Finlandia sin dal 1872.

Ricorda per molti aspetti la Chiesa dell’Ascensione di Kolomenskoje, in Russia, tuttavia  ha una struttura esterna secondo i criteri slavi, ma all’interno è ispirata a canoni bizantini: c’è grande spazio e vi sono quattro grandi colonne rivestite di granito. Le cupole della chiesa sono ricoperte d’oro e per la loro forma sono stati soprannominate sipulit (“cipolle”).

L’ubicazione della cattedrale, posta su un’alta formazione rocciosa, offre un panorama molto suggestivo sul centro di Helsinki. Riesco a vedere in lontananza, come se fosse una cartolina, l’altra cattedrale, la Tuomiokirkko o Cattedrale Bianca.

Ma la cattedrale non è famosa soltanto per le sue dimensioni o per la somiglianza alla chiesa russa. Ricorda infatti il periodo della dominazione russa. Infatti all’epoca, Helsinki fu una città cosmopolita!
La città era composta perlopiù da militari: parate, cosacchi a cavallo caserme e presidi lungo le coste. Tutto girava attorno a questo.
I bisogni dei militari erano numerosi e i potenziali introiti altrettanto, e questo spinse molti mercanti russi ad investire in Finlandia. Molti russi si trasferì imparando sia la lingua svedese e quella finlandese, integrandosi con la gente del posto, ma mantenendo la propria identità scolastica, culturale e religiosa.

La città possiede ancora oggi intatte testimonianze artistiche ed architettoniche di questo periodo.

Un’altra presenza del dominio russo è senz’altro Il Casinò di Katajanokka, originariamente il vecchio deposito della città, tipicamente costruito con mattoncini rossi, venne convertito, nel 1911, in Casinò per gli ufficiali della Marina militare imperiale russa. Durante la Rivoluzione russa del 1917 fu teatro di esecuzioni di ribelli e soldati e sul tetto sventolava la bandiera anarchica. Nel 1918 fu occupato dagli ufficiali tedeschi che avevano preso parte all’ assalto di Helsinki; dal 1919 è diventato sede dell’ Unione degli Ufficiali.

Ma se si parla di un periodo fiorente a livello architettonico, non lo è stato a livello umano. I finlandesi non amano molto i russi, al contrario degli svedesi, a tal punto da mantenere la lingua svedese quella ufficiale.

Soddisfatta la mia curiosità sulla dominazione russa, ora c’è un’altra cosa che devo soddisfare: il mio pancino.

Per andare da Fazer passiamo di fronte alla cattedrale bianca. Sono sicuro che Fredrick mi stava dicendo qualcosa a riguardo della chiesa, ma il mio cervello era come quello di Homer dei Simpson; l’unica parola che captava era CAFFE e CIOCCOLATO!

Fabio Chiarini