Helsinki:sapori, tecnologia e storia!

Helsinki è la patria dei telefonini Nokia, come dimenticarlo! Appena usciti da Stockmann ecco che ci accoglie uno dei punti vendita Nokia: ma lo sapevate che Nokia deriva dal nome di un fiume? Nel 1865 l’ingegnere Knut Fredrik Idestam creò una segheria i cui impianti per la lavorazione del legno e della cellulosa sfruttavano la corrente del corso d’acqua. Entro la fine del secolo la ditta si dotò di una centrale elettrica.

All’inizio del XX secolo, un’impresa leader nella fabbricazione di stivali in gomma venne attratta dall’energia prodotta in riva al fiume. La Società Finlandese della gomma stabilì i suoi insediamenti produttivi nelle vicinanze e iniziò ad usare Nokia come marchio di fabbrica. Poco dopo la Prima guerra mondiale la Società finlandese della gomma – che ad un certo punto divenne la più importante fornitrice di stivali per l’esercito – acquistò l’impianto per la lavorazione del legno. Nel 1922 le due società entrarono in una holding con la principale industria nazionale di cavi per il telefono ed il telegrafo.
Le tre realtà si fusero nel 1967, costituendo l’odierna Nokia.
Continuando si arriva alla stazione ferroviaria dove fanno da guardia due imponenti colossi che tengono in mano un globo. Assomigliano molto alle statue egizie di carta pesta che ha a casa Fredrick.
Sono curioso di quante linee metropolitanee ci sono. Essendo una piccola città, dispone solo di una linea metropolitana che nel 2008 è stata ramificata in due linee.C’è anche il tram. Tuttavia diciamo che il trasporto finlandese è uno dei più cari in Europa e costa quanto la metropolitana francese, con la differenza che a Parigi ci sono la bellezza di 14 linee.
Ritorniamo verso Fazer,ma stavolta mi concentro verso la cattedrale bianca in Piazza del Senato (Senaatintori). La Cattedrale, chiamata Tuomiokirkko, fu eretta in onore del Granduca di Finlandia, Nicola I, e infatti fu chiamata chiesa di S.Nicola.
La pianta è a croce greca e consta di una grande cupola verde con quattro cupole più piccole ai lati. Il progetto è di Carl Ludvig Engel, che ha anche costruito la chiesa ortodossa della Santissima Trinità, e l’intento fu quello di creare un climax architettonico nella cornice neoclassica di Piazza del Senato. La cattedrale di Helsinki fu ultimata nel 1852.
Ogni anno il 13 dicembre alle ore 17 avviene l’incoronazione di S. Lucia (Lucia-neito), che è impersonata da una bionda fanciulla ogni anno diversa, simbolo della luce. A seguito Santa Lucia viene portata in processione in carrozza per Alexanderinkatu, la via principale di Helsinki.
Purtroppo le informazioni rimangono al di fuori della cattedrale poiché non è consentito entrarci a causa della celebrazione di un matrimonio. Tuttavia sbircio un po’ verso l’interno non appena aprono le porte. Ad ogni modo Fredrick mi consola che è decisamente più interessante la parte esteriore che quella interiore. In verità la chiesa all’interno è bianca e spoglia. La cattedrale da l’idea di un Pantheon, con colonne doriche ed una cupola enorme, infatti secondo i canoni neoclassici, il bianco che si vede all’esterno è lo stesso all’interno senza troppi sfarzi.
Ci sono alcuni palazzi in art nouveau o come lo chiamano i finlandesi Jungenstil, come per esempio il Museo nazionale.
Ci soffermiamo tra le scalinate poiché c’è un concerto sulla piazza. Il concerto ha riempito la piazza, probabilmente è un cantante famoso in Finlandia. Canta in finlandese e tra il battito delle mani, sento in molti che gli vanno dietro, io mi sento fuori luogo e straniero, proprio come alla serata dell’Eurovision.
Rimaniamo fino a quando non termina il concerto. Entriamo in un negozio di souvenir dove fuori c’è la renna con una slitta e due simpatiche figure dove mettere la propria faccia! A me tocca fare la finlandese donna. La gente mi guarda e indicandomi scoppia a ridere! Ma che c’avranno da ride!
Passiamo per l’Esplanade, una piazza dove al centro c’è una fontana con al centro una sirena e ai lati degli elefanti marini: è il simbolo della città di Helsinki, la statua bronzea dell’Havis Amanda. La figura femminile che emerge dalle acque circondata da pesci e leoni marini issata su una fontana, rappresenta la rinascita della capitale finlandese.

La scultura è stata realizzata a Parigi da Ville Vallgren e montata nella Kauppatori nel 1908 non senza suscitare polemiche dei gruppi di femministe finlandesi che vedevano oltraggiata la dignità femminile, visto che al centro della piazza era esposta una donna senza veli.
Questa statua è protagonista di una delle feste più sentite in Finlandia il Vappu che si celebra tra il 30 aprile e il primo maggio.

Il Vappu è la festa dei lavoratori, così come in Italia,ma è anche la festa degli studenti perchè segna la fine della scuola. A Helsinki gli studenti dell’ateneo universitario prescelto danno vita ad una particolare cerimonia: devono lavare la statua dell’Havis Amanda e incoronarla con il lakki il tipico cappello bianco con visiera nera dei diplomati.

Leggo tra le curiosità che secondo una leggenda che se gli uomini si lavano il viso con l’acqua della fontana dell’Havis Amanda potrebbero potenziare la loro virilità. Mah, una sciacquata non può che farmi bene, così mi riprendo dalla stanchezza del viaggio. Chissà se domani mi risveglierò con il vocione e se sarò talmente virile da svegliarmi con il martello di Thor in mano!
Siamo tornati al porto. Fredrick sta iniziando ad accusare la stanchezza, giustificandosi che ormai è l’étà comincia a farsi sentire.
Sono le 16 abbiamo ancora un’ora di tempo, così gli propongo di fare un’ultima tappa prima di risalire a bordo.
Entriamo nel mercato coperto, in finlandese Vanha Kauppahalli e nonostante la stanchezza il mio cicerone svedese mi spiega i prodotti tipici, come i formaggi e la miriade di pesci che a me sono praticamente sconosciuti. Un infinità di tipi diversi di salmone. Nonostante le loro tradizioni non mancano chioschi giapponesi, prodotti italiani e gyros greci. Per non parlare dei Kebab, che però non sono esattamente come quelli turchi. Infatti la carne è di RENNA!
Rimaniamo qualche istante ad ammirare la nave da fuori, poi risaliamo ritornando a Stoccolma!

Fabio Chiarini