Il fotografiska e il pianoforte viola!

12/06/2012

ore 22

Questa mattina ho approfittato per fare una passeggiata per la città. All’inizio da solo, avevo bisogno di meditare con la città di essere solo io e lei. Come ultimo giorno è stata una splendida giornata, tiepida. Dapprima mi sono diretto al Fotografiska. Avevo un appuntamento alle 12.00 con Mr Juan.

Il FOTOGRAFISKA è lo spazio espositivo fotografico più importante della Svezia e nella top ten tra i più importanti in Europa. Anche se le mie foto verranno esposte nel foyer della caffetteria dove è riservato agli emergenti è comunque una forte emozione che mi abbiano contattato.

Mi accoglie una ragazza asiatica e solo dopo capisco che Mr Juan è in realtà una MISS. Mi mostra il foyer della caffetteria nell’attico del palazzo. Uno spazio luminoso vetrate che si affacciano su Slussen e si ammira una vista stupenda di Stoccolma. Artisti che fanno il loro Brunch in stile newyorkese, alcuni studenti che ammirano e studiano le foto avvicinandosi e catturando i particolari, altri che sognano di fronte al caffè bollente, altri che chiacchierano tra di loro e altri ancora che leggono il quotidiano non curandosi affatto di ciò che vi circonda.

L’atmosfera mi fa andare ai confini della ragione e sogno ad occhi aperti le mie opere lì, mi immagino come posso presentarle, in quale formato e quali soprattutto! Chiedo impaziente quando si può esporre e la cinesina controllando nel suo blackberry, mi risponde in maniera approssimativa a Dicembre del 2013, ma prima di decidere ci sarà un ‘ulteriore valutazione del materiale da parte dei curatori e successivamente, passato quello step , allora si potrà decidere la data.

Anche se si tratta del prossimo dicembre non mi dispiacerebbe tornare a Stoccolma nel periodo natalizio, anzi già mi immagino di andare a trovare i genitori e le zie di Fredrick e di trascorrere il Natale insieme, ovviamente, cercando di convincere i miei genitori a venire.

Il bello di questa galleria che non è riservata ai fotografi illustri di fama mondiale, ma da l’opportunità anche a fotografi emergenti con poca esperienza di farsi conoscere. Tra le loro attività organizzano anche corsi di fotografia, conferenze e workshop per i fotografi dilettanti e professionisti ma eventi musicali e universitari.

Fondata da Jan e Per Broman nel 1940 quando la Corte dei fotografi Sundgren hanno presentato una proposta su un museo fotografico in Svezia. Photo magazine ha parlato con direttori di musei e fotografi che hanno mostrato interesse ed entusiasmo. Anche se  è cominciata ad esser nota solo  70 anni più tardi. Poi le porte si sono aperte per fotografica nella vecchia casa doganale Stadsgårdskajen. Non è un normale museo, è un punto d’incontro internazionale per le espressioni dell’arte della fotografia.

Uscendo dalla galleria ho appuntamento con Roger. Roger è un signore che ho conosciuto quando sono venuto la prima volta a Stoccolma. E’ uno scrittore ed è stato proprio lui che mi ha fatto scoprire il Fotografiska.

Gli ho raccontato del colloquio com’è andato e a proposito di esposizioni ha deciso di andare in dei posti che di solito organizzano esposizione fotografiche. La maggior parte sono hotel e ristoranti.

Costeggiando Glamda Stan l’isola che è il cuore di Stoccolma, ci dirigiamo al Lydmar Hotel.a 5 cinque stelle dove espongono quadri e foto di artisti emergenti. Lascio parlare a Roger e quando termina il receptionist ci consegna il biglietto da visita di chi si occupa delle esposizioni. Roger mi porta al terzo piano dove c’è una terrazza stupenda dove di solito viene adibita per la colazione o per pranzo. Usciti dall’ascensore rimango stupito dalle pareti dell’ingresso color viola e un pianoforte poco prima della terrazza, anch’esso viola.

La terrazza è piena di gente e lo staff è intento all’esterno, mentre all’interno siamo solo io Roger…e il pianoforte viola! Ricordo una puntata di Glee intitolata il pianoforte viola e dato che non c’è nessuno colgo l’occasione per fare delle foto mentre faccio finta di suonare il pianoforte. Mi sento un po’ Lady Gaga in Speechless!

L’eccitazione del colore viola mi ha fatto dimenticare completamente della terrazza. Esco un attimo per ammirarla e faccio un gesto di rifiuto alla cameriera che mi chiede se desidero mangiare o semplicemente per un cafè. Al centro della terrazza c’è una fontana in stile liberty e anche i tavolinetti e le sedie mi ricordano molto lo stile di Parigi. Prima ancora che arrivi un altro cameriere per chiedermi le stesse cose della sua collega, torniamo verso l’ascensore, dando un’ultima occhiata malinconica al pianoforte, prossima tappa: il Grand Hotel!

Fabio Chiarini