Perdersi per Londra!

13/06/2012

23:00

Le Ultime parole famose: dovevo alzarmi alle 11.00 in modo da poter andare alla Brick Lane Gallery, per poi essere alle 13.30 a pranzo con un mio amico a Trafalgar Square e invece mi alzo dal letto e vedo l’orologio: le 13:00! Oh Shit!

Fortunatamente non avevo ancora messo il fuso orario e quindi in verità  era mezzogiorno, tuttavia dovevo posticipare la galleria nel pomeriggio e sbrigarmi per essere in orario a Trafalgar Square. Ho appuntamento con Franco, un mio amico italiano di origini nordiche, di Bolzano,ma che ha vissuto per molto tempo a Roma.

Era da un po’ di tempo che dovevamo vederci a Roma, quando sarebbe tornato, ma il destino è capitato che nei giorni in cui avevo deciso di venire a Londra per poi ripartire per New York, anche lui aveva scelto di trascorrere una settimana nella capitale inglese. Sarebbe stato davvero un peccato non poterci incontrare. Da Trafalgar Square andiamo verso Soho, in un ristorantino piccolo, economico, ma accogliente: la cameriera di origina asiatica è stata gentilissima, in teoria i camerieri dovrebbero esserlo, anche io ho lavorato come cameriere, ma spesso, attuato nella pratica, trovi camerieri snob o spesso anche quelli che non ti calcolano proprio e che ti tirano addosso il piatto bollente. In questo caso la cinesina era simpatica, sorridente e accurata, senza essere troppo ansiolitica!

Prendo dell’avocado con salsa vinaigrette, con un petto di pollo e insalata, anche se rubo qualche patatina nel piatto di Franco. Mi ha raccontato del lavoro che sta svolgendo: si occupa infatti della ricerca di malattie genetiche, per poi finire a darci consigli sui libri. Mi piace parlare di libri e letteratura, e devo ammettere che a partire da questo viaggio è ancora un po’ difficile parlarne perché ci sono autori italiani o perfino autori internazionali che sono celebri in Italia, ma che sono  sconosciuti all’estero. Sono stato felice di aver incontrato Franco e mi dispiace aver avuto poco tempo a disposizione, ma purtroppo avevo un altro appuntamento con Giuseppe, un altro mio amico che ha lasciato Roma e l’Italia in cerca di fortuna qui a Londra.

Ci siamo dati appuntamento a Covent Garden, da lì l’ho dovuto accompagnare dove lavora che deve prendere gli orari di lavoro per la settimana entrante. Dopo averlo accompagnato siamo andati alla ricerca della Brick Lane Gallery. Da quanto ho sentito dal sito la zona “Brick Lane” è un angolo pieno di ristorantini, cafè, gallerie, una zona abbastanza artistiche, si può paragonare più o meno come alla zona di Pigneto a Roma. Io sinceramente in 3 mesi che ho abitato a Londra non l’ho mai sentito, ma la cosa confortante è che nemmeno Giuseppe ne ha sentito parlare. Le nuove tecnologie possono comunque salvarci la vita: prende dalla tasca l’Iphone e vede dove si trova: abbiamo un percorso, e arriveremo in un battibaleno!

Ovviamente uno può avere tutte le tecnologie più avanzate, ma se manca il senso dell’orientamento, o se hai perso il primo giorno di scuola dove spiegavano dov’è la destra e dov’è la sinistra…. l’ Iphone è inutile!

Siamo arrivati in un quartiere che sembrava il Bronx londinese: palazzi degradati e una folla di indiani e arabi che puntavano gli occhi sulle nostre borse, come se fossero il sedere di una donna!

Dopo la ricerca esasperata di questa via, nonostante Iphone, abbiamo chiesto a qualcuno, ma chiunque fermassimo, ci rispondeva con espressioni enigmatiche, come se non l’avessero mai sentita.

All’improvviso guardando l’orologio,  Giuseppe mi avverte che sono le 5.30 e che deve essere al lavoro al più presto, così cerca di spiegarmi la strada che l’Iphone gli dice.

Dopo aver oltrepassato campi di basket e diversi parchi pieni di gente che si drogava, intravedo in lontananza la scritta Brick Lane!

Fabio Chiarini