Newark o New York?

15/06/2012

19:00

L’aeroporto di Newark se lo si pronuncia è facilmente confondibile con New York, sebbene sia l’aeroporto che non sta  nemmeno nello stato di New York.

Infatti New York, come molti sanno, vanta di tre aeroporti: il più importante, il JFK (John  Fitzgerald Kennedy) che si trova nei pressi di Brooklyn, poi c’è La Guardia, che è per gli aerei nazionali che si trova nel Queen, e Newark che l’ho scoperto quando ho acquistato il biglietto aereo!

In teoria Newark farebbe parte dello stato del New Jersey e non dello stato di New York, ma a quanto pare è quello più vicino a Manhattan.

Prima di uscire dall’aeroporto chiamo Rafael e gli confermo che sono arrivato a New York. Confermando il posto mi da un orario indicativo: le 10! Spero di fare in tempo, ora che non ho un telefono con cui comunicare ho l’ansia che non so se mi aspetta o vedendo che faccio ritardo, se ne possa andare. Io, che sono un ritardatario cronico!

In molti mi hanno detto di stare attento perché è pieno di malviventi e potrei perdermi. Prima di tutto, chiamatela fortuna, io preferisco senso dell’orientamento, andando dritto all’uscita c’era l’autobus che stava caricando i bagagli, ma poi  i malviventi con me ci rimettono: soldi ne ho pochi, ho una “cassa da morto” dove tengo quattro vestiti. Probabilmente i malviventi vedendomi mi tireranno qualche spicciolo per  pena!

Acquisto il biglietto per Penn Station, una ragazza un po’ scoglionata mi chiede 16 dollari per il biglietto, sprizzo gioia da tutti i pori e dandogli i soldi le faccio un sorriso raggiante, come se mi avesse consegnato il biglietto vincente della lotteria. Lei mi guarda con un’aria un po’ snob, quasi come se volesse dirmi: “ Che cazzo hai di essere così contento, sei a New York, e allora?”. Durante il tragitto studio il tragitto che Rafael mi ha inviato tramite mail e io l’ho riportato sulla mia agenda. Dalle informazioni sull’autobus il tragitto durerà circa 50 minuti. In quel momento ho realizzato che erano a malapena le 7! Ci metterò più di 3 ore per arrivare al punto d’incontro? Mi sembra un po’ esagerato!

Durante il tragitto chiedo informazioni a due ragazzi che mi sono di fianco  su Penn Station, essendo quella di fronte Times Square, ci sarà un casino e il mio senso dell’orientamento sarà come una goccia in un oceano.

Uno dei ragazzi mi chiede di dove sono, così gli rivelo che sono italiano, di Roma. Lui mi guarda stupito, perché tra due settimane partirà per Roma, e non è stato il suo primo viaggio nella città eterna. Infatti mi racconta che l’ultima volta è rimasto per tre mesi, per motivi di studio. Infatti studiando architettura, andare a Roma è un MUST. Ricordo in effetti molti amici americani che ho conosciuto a Roma, che studiavano architettura, sembra come se per loro, andare a Roma, sia una sorta di tirocinio. E’ entusiasta di incontrare un romano e cerca di parlare italiano, sbagliando accenti sulle vocali e enfatizzando le R.

Il viaggio dura così poco che non c’è stato nemmeno il modo di presentarmi, chissà se rivedrò mai quell’americano, se non sarà a New York, chissà un giorno a Roma, tra uno dei suo viaggi.

Scendo dall’autobus e mentre la gente si affretta nel ritirare il proprio bagaglio io rimango impietrito da Times Square. Gli americani si allontanano mescolandosi alla folla e mi salutano gridandomi buona fortuna. Io sembro essere drogato da tutte quelle insegne luminose, pilastri teatrali, e grattacieli che sembra come se la città ti sta per inghiottire.

L’autista mi chiama per prendere la mia valigia, è l’unica rimasta. Resto ancora per un paio di minuti a godermi i primi attimi nella Grande Mela. Non ci posso credere, sono a New York! Sembra un sogno!

Fabio Chiarini