La statua della libertà, la libertà che illumina il mondo!

statue-of-liberty-3Ho ancora tempo prima di vedermi con Neil, non ho una meta precisa, così mi dirigo verso il molo dove attraccano i traghetti. I turisti si chiudono nell’avvincente sfida di farsi fotografare mentre danno da mangiare ad uno scoiattolo, e come sbagliarsi, chi è la tipologia più comune?

ITALIANI! Ricordo che una volta quando ero a Hyde Park a Londra, tiravo i pezzi di pane, come se fossero dei piccioni. Li ammiravo teneramente, quando un mio collega di lavoro inglese mi aveva chiesto che cosa ci fosse di tanto tenero. In effetti per coloro che sono abituati ad avere gli scoiattoli nel loro paese come canadesi, americani, inglesi, definiscono in maniera dispregiativa la loro natura.

–         Sono dei roditori – con quella smorfia di disgusto – Proprio come i ratti e i topi!scoiattoli

Tuttavia la maggior parte degli italiani associa lo scoiattolo ai Cip & Ciop Disneyani, per così avere un’immagine tenera, dimenticando che possano essere degli esserini che rosicchiano ciò che trovano, e creando parecchie noie agli abitanti.

Attraversato quel parco mi appoggio sulla ringhiera, sognando ad occhi aperti, guardando ammirato quella donna che innalza il focolare. La Statua della Libertà!

“Liberty enlightening the world”, la libertà che illumina il mondo, il simbolo di libertà per eccellenza, una mia prerogativa.

Svetta trionfante all’entrata del porto sul fiume Hudson, sulla rocciosa Liberty Island, come ideale benvenuto a tutti coloro che arrivano negli Usa, nel secolo precedente, per chi era alla ricerca di una vita migliore.

Un tempo era quella Statua, la prima immagine che gli immigrati di Ellis Island avevano dell’America, e rappresentava un simbolo di benvenuto e di speranza.

Ed ora, la guardo esattamente come loro. Non rimarrò per tutta la vita qui in America, il tempo è breve, poche settimane per assaporare in maniera equilibrata una città mentalmente evoluta e libera di essere ciò che ognuno vuole essere.

statua-della-liberta-new-yorkRicordo ancora quanto qualche anno fa ho preso il traghetto e l’ho incontrata faccia a faccia. Ero ai suoi piedi, ero lì e la mia emozione era tale da non crederci. I suoi 93 metri erano così colossali, da sembrare una formichina. Basti pensare che solo il piedistallo è alto 47 metri. Guardo da lontano quella donna e ricordo perfettamente il significato nei suoi dettagli: indossa la lunga toga, sorreggendo fieramente in una mano una fiaccola ,il simbolo del fuoco eterno della libertà, mentre nell’altra stringe un libro recante la data del July IV MDCCLXXVI, il 4 luglio 1776, giorno dell’Indipendenza americana. Inoltre ai piedi vi sono delle catene spezzate, simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico e in testa vi è una corona, le cui sette punte rappresentano i sette mari e i sette continenti. Ideata da Édouard René de Laboulaye, fu costruita a Parigi su progetto di Frédéric Auguste Bartholdi, il quale la intese come monumento alla libertà, valore che riteneva carente nella sua nazione, infatti, il suo intento era di “rendere gloria alla libertà e alla Repubblica, nella speranza che questi valori non muoiano”.

Leggendo i cenni storici nel corso delle celebrazioni per l’inaugurazione, si formò spontaneamente la prima ticker-tape parade, evento divenuto tipico della cultura statunitense e legato particolarmente alla città di New York.

Nel 1924 la statua divenne monumento nazionale insieme all’isola sulla quale è posta. Sul piedistallo vi è inciso un sonetto intitolato The New Colossus, scritto dalla poetessa statunitense Emma Lazarus al fine di raccogliere fondi per la costruzione della Statua:

 

« Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste a me, e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata. »

 

Vi starete domandando il perché vi parli di cenni storici mentre ammiro la Statua. Personalmente solo conoscendo la storia, quello che ha passato, il significato vero e proprio, si può comprendere appieno un’opera d’arte. Se non conoscessimo le cause del simbolo per antonomasia degli Stati Uniti,  ci gireremo intorno, diremo quant’è bella, ma poi non c’è nulla che ti può trasmettere. Conoscendo i cenni storici ogni volta che mi volto, tornando per la mia strada mi vengono i brividi e ripenso al tempo della costruzione, penso agli anni in cui i nostri conterranei avevano il disperato bisogno di credere che quella statua potesse portargli fortuna e io come loro, chiudendo gli occhi vorrei credere come loro, vorrei che il suo sguardo fiero mi porti fortuna per il resto del mio viaggio e mi dia il coraggio di proseguire a testa alta come lei.

Assaporo ancora per qualche istante questa meravigliosa sensazione, per poi tornare nella frenetica Wall Street.

Fabio Chiarini