“Give me your Iphone!”, il monopolio scontato dell’Apple

                                                        16/06/2013

coffee baylesApprofitto della stanchezza di Neil per rimanere ancora un po’ sotto le coperte anch’io fino a mezzogiorno, facendo colazione con caffè al Baileys e cupcakes. Io devo assolutamente comprare una sim americana, mentre lui deve assolutamente acquistare un biglietto d’auguri per il compleanno della sorella e del padre e deve assolutamente spedirli entro oggi, altrimenti non arriveranno in tempo per la data del compleanno. Ci facciamo compagnia nella nostra urgenza. Lascio tuttavia a lui le sue urgenze, anche perché è più vicino e c’è anche rischio che chiudano le poste. Entriamo quindi in un supermercato express, dove troviamo in fondo, nascosti tra patatine e bottiglie di Coca Cola ancora incellofanate, un ripiano di biglietti d’auguri. Neil, un po’ disgustato, chiede alla ragazza che lavora al negozio se è solo questo il reparto dove si possono trovare i biglietti d’auguri. Lei annuisci in un modo come se fosse palese.

Dopo la ricerca utopica di un biglietto d’auguri decente, Neil decide di prenderne uno qualsiasi, ripensando che in fin dei conti, sua sorella si è perfino dimenticata di fare gli auguri per il suo compleanno!

Troviamo la porta della posta sbarrata: CHIUSA!  Neil col suo tono Stanlio & Ollio, seccato esordisce con un “Oh stanlio e ollionou!!”

Andiamo così alla ricerca di un’altra posta, dove è sicuro che di sabato è aperta fino al pomeriggio, mentre andiamo a passo spedito nella mia mente m’immagino Neil che mi cita le parole famose dei due comici: “Stenlio, sei sempre il solito Stupìdo!”

La posta non è aperta tutto il pomeriggio, ma fino alle 14, ma è ancora aperta, così mentre io faccio la fila, Neil si affretta nello scrivere gli auguri, ma mi accorgo che le file americane, sono decisamente più veloci rispetto a quelle italiane! Nonostante  c’erano almeno una decina di persone davanti a me, nel giro di cinque minuti ero già il prossimo. Cerco di attirare l’attenzione di Neil, per far si che si sbrighi, ma sono costretto a far passare qualcuno. Al bancone, le segreterie sono tutte asiatiche, probabilmente cinesi. A testa bassa senza nemmeno degnarci di uno sguardo prende le lettere, le pesa e dice l’importo, guardandoci solo quando Neil tira fuori il portafoglio.

Prossima tappa, SIM CARD!

Proprio nella stessa via della posta c’era un centro T- mobile. A quanto pare sebbene ci sia credito nella mia scheda italiana, negli Usa non funziona. All’inizio pensavo che dipendesse dal telefono, poiché molti telefoni devono avere un microchip in America, infatti quando nel 2008 ero a Toronto, il mio telefono era morto, fortunatamente i miei amici li vedevo tutti i giorni a scuola, e la famiglia che mi ospitava avevo l’indirizzo e non correvo alcun rischio.

frankestein juniorMentre facevamo colazione, prima ancora di uscire, ho fatto una prova con la sim di Neil, nel caso dipendesse dal telefono o dalla sim italiana: accendo il cellulare…FUNZIONA!! SI PUO’ FARE!! Con la stessa enfasi dello scienziato pazzo di Frankestein Junior eravamo usciti per acquistare la sim. Arrivati al negozio, chiedo quale fosse la tariffa agevolata per gli sms. Il commesso mi consiglia per 30 dollari, inclusi 10 della sim, ho 1500 chiamate e 1500 messaggi verso tutti i numeri statunitensi. Mi sembra un’ottimo offerta!

– Posso avere il suo Iphone?- la sua domanda diretta e scontata che avessi un iphone mi ha fatto sentire un po’ un poveraccio così dandogli il mio cellulare, gli faccio presente che non ho l’iphone.

Gli passo il mio modesto Samsung bianco con la tastiera qwerty, così per rimediare la gaffe precedente iphoneesordisce: – ohhh hai un Blackberry! – ma invece di rimediare peggiora le cose, così quando gli rivelo che è un Samsung, lo guarda un po’ schifato come se fosse un Nokia 3310.

Il commesso mentre inserisce la scheda si scusa per l’indelicatezza, ma gli unici Samsung che vede sono i Galaxy e sono più o meno molto simile all’Iphone. Rimango un po’ offeso fino a quando il lavoro di attivazione non è terminato, non riesco a trattenere un respiro di sollievo, sono di nuovo reperibile!

Non appena ricevo il messaggio dell’offerta confermata invio l’sms a tutti i numeri americani per metterli al corrente del mio nuovo numero.  Mi sorge un dilemma, non ricordo se Sid mi ha lasciato un recapito telefonico. Controllo nella rubrica e  nel foglio dove ho diversi numeri americani,c’è un numero sotto la scritta Wall Street, sarà lui?

Per sicurezza gli mando un messaggio facendo il vago: stasera mi avrebbe dovuto fare vedere la stanza, così provo a mandare un sms per confermare il nostro appuntamento di stasera.

– Ciao Sid, per stasera come ci organizziamo?Dove ci vediamo a che ora?

Poco dopo mi arriva un sms che era a fare shopping nei pressi Chelsea e che è libero verso le 19 così, gli propongo di vederci per le 7pm davanti la metropolitana sulla 23ema .

Lascio Neil tornare a casa e mi dirigo verso Chelsea a piedi , non è poi così lontana ed è piacevole vagare per Hell’s Kitchen arrivando fino a Chelsea.

Fabio Chiarini