Carramba che Sorpresa a New York!

17/06/2012

17.00

96carramba-4149534New York è bellissima, ma nel mio itinerario di viaggio c’è di andare a Philadelphia e Washington DC. Tra i post di Couch Surfing ho conosciuto un ragazzo canadese, ma originario di Beirut, che vorrebbe fare il mio stesso itinerario passando per New York. L’idea era molto allettante poiché avrebbe preso la sua macchina e alla Kerouac potevo andare senza spendere soldi per l’autobus. Purtroppo da qualche giorno è sparito e l’intenzione di partire era domani. Mi godrò qualche giorno a New York e se proprio non si farà sentire partirò per Philadelphia lunedì prossimo!Tra l’altro questa settimana ho l’opportunità di avere l’alloggio assicurato da Sid, poiché poi dal 28 partirà per Parigi. Faccio un brunch all’inglese con Neil, prima di riprendere i bagagli e mentre mi faccio la doccia, nello stereo del bagno ascolto la colonna di Carramba che sorpresa, una trasmissione televisiva degli anni ’90 con Raffaella Carrà. All’inizio pensavo che fosse nei miei pensieri, perché la tonalità era molto bassa, ma poi avvicinatomi allo stereo, vedo il marchio con la Carrà con il suo caschetto intramontabile. CARRAMBA CHE SORPRESA!

Divertito Neil mi racconta che il periodo che era a Roma, la Sony produceva quel cd e tra le varie cose, ho scoperto che è un fan di Raffaella Carrà,beh è un’ icona per noi italiani!

Ancora una volta, nonostante sia oltreoceano, è come se mi ritrovassi costantemente in Italia.Saluto Neil e mi riprometto di rivederci, tre settimane in New York sono lunghe e chissà se non ritorni da lui a soggiornare. Mentre l’ascensore lampeggia il trentunesimo piano e mi ricorda ad ogni lampeggio a quanto ero in alto, nei miei pensieri c’è ancora quella vista fantastica di grattaceli così nitidi che una volta arrivato al pianoterra li guardo irraggiungibili, come se toccassero il cielo.

Per arrivare da Sid non devo cambiare metro, devo semplicemente continuar con la linea C ed è un bene, poiché i calli alle mani iniziano a farsi sentire, soprattutto quando traino la valigia più piccola dove c’è computer e libri.

Arrivo in un gradevole complesso residenziale alberato e con un giardinetto rialzato ai lati con sfavillanti 96street subwaygerani e begonie azzurre e viola, creando una maggiore attenzione ai mattoncini bianchi che conducono all’entrata. Alla Hall Sid mi accoglie a braccia aperte e mi da il benvenuto. Questa volta non sono al 30emo piano bensì solo al secondo. Mi aveva avvertito di portare la mia valigia o prima delle 13 o dopo le 15 poiché era in un altro appartamento. Come al solito io mi sono  presentato alle 14,30! Tuttavia l’appartamento è ad un isolato da dove siamo noi.

Poso la mia valigia mi fa fare un breve tour dell’appartamento: come prima impressione sembra come se ci abitasse da poco, in cucina le istruzioni degli elettrodomestici sono ancora all’interno dei cassetti semivuoti, nelle dispense c’è l’indispensabile, sale, olio, pepe e qualche bustina di caffè solubile.

Anche nel frigo c’è l’eco per quant’è vuoto, l’unica cosa è un paio di lattine di latte di cocco, una bottiglia d’acqua e una busta di avanzi di Whole Food.

Le pareti bianche sono nude, il parquet lucido supporta solo un divano dove dormirò e un tavolino alto con il piano di vetro dove ci sono le chiavi di casa e un portafoto digitale dove scorre lentamente l’ultima vacanza fatta in Francia, l’unico tocco di personalità in quella casa così bella e pulita quanto impersonale.

Le veneziane iniziano dal salotto e continuano verso la camera da letto, dove senza sorprese ci accoglie un letto con lenzuola bianche e un copriletto grigio chiaro dove guardando sul fondo c’è il bagno.

Mi mostra un armadio a muro dove posso riporre la valigia e sistemare la mia roba, senza sembrare un vagabondo che ogni volta devo rovistare nella mia valigia.

Velocemente disfo la valigia, dopo due settimane di viaggio,disfare la valigia mi pare come essere per un momento a casa. Dispongo in ordine la mia roba: nel primi ripiani metto i vestiti con i prodotti d’igiene personale, mentre al ripiano inferiore, i poster con i quadri e i libri. Scendiamo nel basement,  dove  si trova una biblioteca comune e  la lavanderia, apprezzo questo spirito di condivisione. Sid mi confida che sono libri che hanno letto e che non utilizzano più, pertanto posso sia leggerli e riporli o anche prenderli. Guardando la lavatrice mi accorgo che l’ultima volta che ho fatto il bucato è stato in Scandinavia e mi trovo a corto di intimo. Sid mi fa presente che farà la lavatrice martedì, così faccio un rapido calcolo: mi sono rimaste 2 boxer e 2 calzini, PERFETTO!

Fabio Chiarini