Jogging in Central Park

18/06/2012

11:30

 

DSC01784Non appena apro gli occhi muoio dalla tentazione di  fare jogging a Central Park, come si vede nei film. Il Central park è davanti a me e mi attrae, sembra come se mi dica: “Che cosa stai aspettando?”

Esco un attimo per prendere un caffè dal chiosco per svegliarmi e tornato a casa controllo la mail. Il giorno che ho incontrato il Puffo Vanitoso non è stato del tutto vano, poiché mentre lui si era chiuso in preghiera al Dio Shopping io rovistavo tra i volantini di eventi, e pubblicità di quello che sarebbe accaduto questa settimana, visto che il 23 ci sarà il Gay Pride a New York e siamo ufficialmente nella settimana “Pride”. Tra i vari volantini avevo notato che una palestra offriva un  personal trainer per allenarsi una settimana gratuitamente. Così gli avevo mandato una mail di informazioni e se vi era possibilità di DSC01793parteciparvi. Questa mattina tra le tante email ho ricevuto la conferma della disponibilità e l’appuntamento è proprio a Central Park West davanti Strawberry field. Anche se ci andrò questa sera, oramai sono in tenuta ginnica e ho bisogno di godermi da solo Central Park come un vero newyorker! Infilo le scarpe e cappello, prendo una bottiglia d’acqua e mi metto in marcia verso il parco. Il Central Park è polmone verde e il centro di Manhattan. Si estende infatti dalla 110th Street, che in corrispondenza prende il nome di Central Park North, a sud dalla 59th Street o Central Park South, a ovest dalla Central Park West e a est dalla Fifth Avenue. Nel 1844 William Cullen Bryant ebbe l’idea di creare un’ area di verde pubblico aperta a tutti. Prima di poter realizzare il suo progetto si dovette però scontrare con l’amministrazione cittadina e le lobby dei costruttori che volevano impedirne la realizzazione, in quanto significava sottrarre spazio prezioso all’edilizia. Tuttavia nel 1876 fu inaugurato il Central Park, che si presentava come un oasi di campagna immersa in una città già allora densamente popolata.I suoi progettisti riuscirono in pieno nel loro intento di ricreare uno scenario decisamente realistico, tanto che DSC01786all’interno trovavano posto anche delle fattorie e vi erano zone, riservate in alcuni periodi al pascolo delle pecore. Il merito comunque della sopravvivenza nel tempo di Central Park è dovuto anche alla lungimiranza dei suoi progettisti e ideatori, che previdero una serie di arterie stradali, a un livello più basso, e perfettamente integrate con l’insieme, che attraversavano il parco, permettendo così il traffico automobilistico. Non appena vedo la pista dove la gente corre comincio ad aumentare il passo per poi iniziare la mia corsetta. Le cose sono un po’ differenti dai film, di solito vedi dei bei ragazzi seminudi  belle ragazze in forma perfetta che sfrecciano con la loro coda di cavallo bionda. A me invece capita una signora per quanto sia atletica e sfoggi il suo portamento da maratoneta, testa alta e decisa a raggiungere la meta, le sue rughe e i capelli bianchi nascosti dalla visiera rivelano la sua età, una sessantenne!

Ma non sono venuto per rimorchiare, bensì per respirare il polmone di New York, continuo il mio percorso senza meta, lasciandomi trascinare piuttosto dai ponti, dalle attrazioni, mi addentro in qualche vicoletto sperduto, assaporo ancor di più a causa dell’affanno le foglie, il profumo del prato fino ad imbattermi nel cuore del parco. Decido fermarmi davanti ad un ponte, regolarizzo il respiro allungando le mani verso l’alto e appoggiandomi sul ponte per fare stretching.

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Ormai fermo decido di immortalare il candore di quel ponte che collega quello che un fiumiciattolo, oramai quasi prosciugato, aveva diviso. Poi un complesso di edifici e terrazze, e una riproduzione di un castello medievale. Vicino al castello leggo un cartello con scritto “Belvedere Lake” sulle cui rive vedo dei ciliegi che accompagnano il sentiero.

Riprendo la corsa immettendomi in una corsia privilegiata per i corridori, che è tra il parco e il lago. Corro per venti minuti e mi lascio sventolare dal vento attraverso rami degli alberi, contro il caldo della tarda mattinata, una goduria contro alcuni che sventolano il palmo della mano per avere un po’ DSC01801d’aria a causa dell’afa. Mi fermo davanti ad un percorso di mattoni rossi e mi ritrovo ad una rampa di scale che mi conducono alla fontana di Central Park. Credo di trovarmi all’altezza della 72th Street. La fontana pubblica ancora in funzione,è la più antica della città: la parte centrale della fontana è la statua “Angel of the waters” (angelo delle acque), che risale al XIX secolo. Intorno alla fontana alcuni atleti salgono e scendono le scale velocemente per i loro esercizi mattutini, alcuni fanno stretching, altri perlopiù turisti se ne stanno seduti ai bordi della fontana godendosi il sole con un gelato o hot dog.

Faccio stretching anch’io e ammiro estasiato quella fontana. Quaranta minuti d corsa sono sufficienti, se si conta che stasera farò altri esercizi, così mi dirigo verso casa. Vagabondando per il parco, ignaro dove sia esattamente la 96ema street, cerco per lo più di trovare l’uscita e esco proprio di fronte al Natural History Museum nell’81ema street. Proprio di fronte,prendo un caffè è un donout in un chiosco e passeggio godendomi ogni singola strada fino ad arrivare alla 96ema. Doccia e sono pronto per una nuova giornata alla scoperta di New York!

Fabio Chiarini