Le ballerine di Degas e il Pensatore di Rodin, i miei inseparabili compagni di viaggio!

 DSC01946Prendo una cartina e mi pianifico per bene il percorso migliore: inizio con gli artisti del ‘900. Sinceramente sembra di essere alla galleria nazionale di Oslo: rivedo Degas e Rodin, quella ballerina con il naso all’insù e il pensatore. E io che pensavo che ce ne fosse una sola copia. Mi chiedo quante altre ce ne siano a questo punto.

Continuo il mio percorso nella sezione francese e m’imbatto ne “Odalisque in Grisaille, di Dominique Ingres, una donna con un cappello turco, in quell’epoca i costumi turchi erano di tendenza nei dipinti, dove però si denotano delle imperfezioni sul quel corpo nudo.  Fu così che all’inizio al Salone di Parigi, quelle imperfezioni avevano suscitato dei dubbi sui critici,ma grazie a Baudelaire che aveva intonato lo stile “bizzarro” di Ingres citò: “La bellezza è sempre bizzarra!”odalisque in grisaille

Mi colpisce i colori accesi della strage degli innocenti di François Navez, al contrario Rousseau adopera colori tetri e lugubri nel dipinto: “ The forest in the winter at sunset”, mi fa venire in mente the forest in winter at sunsetil film di Tim Burton “il mistero di Sleepy Hallow”. Proseguendo si alternano pittori inglesi e francesi nel periodo romantico e quando si parla di Romanticismo, si parla dell’Italia!

Rivedo quello che un tempo erano i resti di Tivoli, una Roma ben tivolidiversa da quello che è adesso, monumenti storici avvolti in paesaggi di campagna: Il Quirinale, Villa Medici, la campagna ottocentesca che era gran parte della città, i castelli romani, Subiaco, Napoli. Rivedendo Dahl e ammirando il dipinto “Copenhagen, Harbour by middnight” ripenso all’inizio di questo viaggio, al sole villa adrianadi mezzanotte, a quanto di fatto siano passate poche settimane, ma che sembrano come mesi. Tra i dipinti scandinavi e quelli che rappresentano l’Italia, sembra come se si riaffiorassero dolci ricordi europei. In una piazzetta mi circonda un opera di Théodore Gericault. Famoso per la zattera della Medusa situato al Louvre.

Il suo progetto è uno di una serie prevista di quattro paesaggi monumentali che rappresentano le ore del EveningLandscape with an Aqueductgiorno. Gericault però ne completò solo tre: quello di fronte a me è “Evening: Landscape with an Aqueduct” che rappresenta appunto la sera. Le altre opere Morning: Landscape with Fishermen che si trova all’ Alte Pinakothek di Monaco di Baviera e “Noon: Landscape with a Roman Tomb” al Museo du Petit Palais a Parigi. I paesaggi raffigurano le  rovine nella campagna italiana, che Gericault aveva visitato nel 1817 con i cieli tempestosi e gli umori turbolenti che caratterizzano l’estetica emergente del Romanticismo e la anglo-francese concetto di Sublime. Géricault dipinse questi paesaggi in un momento di turbolenze personali:la seconda moglie di suo zio stava per dare alla luce un bambino… e Gericault era il padre. Questo evento ha interrotto il suo lavoro sulle “ore del giorno”.

Andando avanti vedo un’altra città familiare: il candido biancore delle gondole, attraccate nei portici di un canale azzurro: Venezia. Un dipinto che si basa in parte su uno schizzo eseguito in agosto 1819 durante il primo viaggio di Turner a Venezia e dove unisce due punti di vista lungo il Canal Grande. Gli edifici sulla sinistra si vedono da un angolo della chiesa di Santa Maria della Salute. Quelli di destra sono visti da una posizione vaga dall’altra parte del canale, circa un centinaio di metri più indietro, vicino al Campo del Traghetto di Santa Maria del Giglio. Turner ha anche DSC01950esteso l’altezza del Campanile che si vede sullo sfondo a sinistra.Continuo sui paesaggi alberati di Corot, Wisteria Room, la camera del piacere femminile dove adoperarono i primi vibratori, poco prima di partire avevo visto il film, e divertito m’immagino quella sala dove un povero uomo, metteva un vibratore per far godere le vecchie signore. Rivedo con piacere le forme sinuose della Nascita di Venere di Alexander Cabanel, è uno dei grandi successi del Salon del 1863 dove era stata acquistata da Napoleone III per la sua collezione personale. Cabanel, pittore pluripremiato, esercita un ruolo molto importante nell’insegnamento delle Belle Arti e nella direzione del Salon. Il suo stile virtuoso fa di questa pittura un perfetto esempio dell’arte che, in quegli anni, conquistava il consenso del pubblico e degli organismi ufficiali. Nello spirito eclettico del Secondo Impero, l’artista mischia le fonti di riferimento a Ingrès e alla pittura del XVIII secolo.

Cabanel riprende un episodio famoso della mitologia antica: Venere, al momento della sua nascita, viene DSC01944posata su una spiaggia dalla schiuma di mare. Questo tema, che conosce un enorme successo nel XIX secolo, dà ad alcuni artisti l’occasione di affrontare l’erotismo senza scandalizzare il pubblico grazie all’alibi di un soggetto classico. Per Cabanel, infatti, la mitologia funge da pretesto per affrontare il nudo la cui idealizzazione non esclude la lascivia. Emile Zola denuncia l’ambiguità di questa rappresentazione: ” La dea annegata in un fiume di latte ha l’aria di una deliziosa cortigiana, nemmeno in carne e ossa – sarebbe indecente – ma in una sorta di pasta di mandorle bianca e rosa”. Lo scrittore denuncia così l’utilizzo di una gamma di colori chiari, lisci e madreperlacei.

In quello stesso anno, l’Olympia di Edouard Manet suscita scandalo. Il soggetto delle due tele è identico: una donna nuda distesa. Tuttavia, la tranquilla sicurezza con la quale il personaggio di Manet fissa lo spettatore sembrava all’epoca molto più provocante rispetto alla posa languida della Venere di Cabanel.

Rivedo quella smorfiosa ballerina di Degas, con il suo solito naso all’insù, sembra come se mi snobbasse e dicesse:” Ah  bello e mica solo te viaggi!”

Subito dopo mi accorgo che…è vestita!

Infatti le ballerine di Degas che erano esposte all’esposizione impressionista non era di solo bronzo, ma aveva aveva il tutù o meglio la gonna di cotone e un nastro nei capelli satinato.

Fabio Chiarini

4 Comments Add yours

  1. elena scrive:

    Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, provero’ senzaltro a sperimentare quanto avete indicato c’e’ solo una cosa di cui vorrei parlare piu’ approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

  2. anna scrive:

    Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, provero’ senzaltro a sperimentare quanto avete indicato c’e’ solo una cosa di cui vorrei parlare piu’ approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

  3. Shar scrive:

    Mi hai fatto innamorare del Metropolitan… e della Venere di Cabanel, che spettacolo! Comunque Subiaco si scrive con una b sola…

    1. Fabio Chiarini scrive:

      infatti word mi dava errore eheh grazie dell’accorgimento;)

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