George Washington che oltrepassa il Delaware, l’orgoglio americano!

15_Leutze_Washington-Crossing-the-DelawareIl MET raccoglie la più estesa collezione americana, ma l’arte americana non da un movimento artistico come il simbolismo, o l’espressionismo, bensì racconta a tutti gli effetti la nascita del popolo americano, l’evoluzione, le guerre, le battaglie tra pellirosse, ma anche tra americani e inglesi, sulla schiavitù dei neri, etc.

Iniziando l’ingresso vengo invaso da ritratti che hanno fatto la storia dell’Indipendenza e dei vari presidenti americani del XIX secolo, per poi entrare in una sala luminosa dove si trova uno dei quadri più famosi della cultura americana: George Washington che attraversa il fiume Delaware, realizzato nel 1851 da Emanuel Leutze. L’opera commemora l’attraversamento del fiume Delaware dalla Pennsylvania al New Jersey  da parte del generale George Washington per attaccare di sorpresa le truppe inglesi la notte tra il 25 e il 26 dicembre del 1776, durante la rivoluzione americana. Fu grazie a quella battaglia che le truppe americane sconfissero quelle inglesi e riuscirono ad avere l’indipendenza. Il pittore fu famoso non solo in America, ma soprattutto nella sua terra d’origine, la Germania. In effetti, il dipinto in origine faceva parte della collezione Kunsthalle a Brema, ma fu danneggiato in un bombardamento britannico nel 1942. Il figlio ne dipinse perciò una seconda versione che si trova appunto qui, di fronte a me!

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Ci sono perciò molte copie, una delle quali si trova nell’ala ovest della Casa Bianca. Oltre ad essere un punto cardine della Storia americana, il dipinto ha una storia sua molto interessante, poiché contiene molte inesattezze. Basti pensare che è stato dipinto un secolo dopo, da un pittore tedesco, ma soprattutto dipinto in Germania. Infatti come già detto l’”attacco a sorpresa accadde di notte, ma il Generale Washington è evidenziato in modo innaturale da un cielo luminoso, mentre il suo viso risplende in pieno sole e non avrebbe dovuto esserci che la poca luce naturale, ma questo avrebbe fatto dipingere un quadro ben diverso. Esistono fonti di luce misteriose oltre il sole, come si può vedere sulla faccia del vogatore anteriore e si capisce dalle ombre sull’acqua, volute per aggiungere profondità.. Il fiume è modellato sul Reno, dove il ghiaccio tende a formare in blocchi irregolari, come nella foto, non in fogli grandi, come è più comune in Delaware. Tuttavia, si è ipotizzato che il fiume Delaware era veramente ghiacciato, come indicato a causa della piccola era glaciale che stava avvenendo in quel momento. I colori sono costituiti da toni prevalentemente scuri, come è da aspettarsi all’alba, ma ci sono riflessi rossi ripetuti in tutto il dipinto. Lo scorcio, la prospettiva e le barche lontane, tutto serve per dare profondità al dipinto e far risaltare in primo piano la nave su cui si trova Washington.La gente in barca rappresenta una sezione trasversale delle colonie americane, tra cui un uomo in un cofano scozzese e un uomo di origine africana rivolto all’indietro accanto all’altro nella parte anteriore, fucilieri occidentali a prua e poppa, due contadini con cappelli a tesa larga verso il fondo (di cui uno con la testa fasciata) e un vogatore in camicia rossa, forse rappresenta una donna in vestiti da uomo. C’è anche un uomo alla parte posteriore della barca che sembra essere un nativo americano.

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L’uomo in piedi accanto a Washington che tiene la bandiera è il tenente James Monroe, futuro presidente degli Stati Uniti. Inoltre, il generale Edward Hand, colui che ha accettato la spada di resa di Charles Cornwallis  durante l’assedio di Yorktown, è rappresentato seduto e tenendo il cappello all’interno del vaso.

La bandiera raffigurata è la bandiera originale degli Stati Uniti (la “Stelle e Strisce”), il cui progetto non esisteva al momento del passaggio di Washington. Il design della bandiera è stato definito solo il 14 giugno 1777, con la Risoluzione Bandiera del Secondo congresso continentale, e sventolò per la prima volta il 3 settembre, 1777 e dopo aver attraversato le strade di Washington nel 1776. Una bandiera storicamente accurata sarebbe stata quella Grand Union, ufficialmente issata da Washington stesso il 2 gennaio 1776, a Cambridge, Massachusetts, come lo standard dell’esercito continentale e la prima bandiera nazionale.

Preoccupazioni artistiche sono la fonte di ulteriori errori se rilevati dagli storici. Ad esempio, la barca è del
modello sbagliato, in quanto sembra troppo piccola per trasportare tutti gli occupanti rimanendo a galla, ma questo sottolinea la lotta dei soldati ai remi.

Inoltre, il Delaware  è molto più stretto del fiume raffigurato nel dipinto. È anche piovuto durante la traversata. Quindi, gli uomini non hanno portato i cavalli o artiglieria da campo attraverso il fiume nelle barche, ma invece li avevano trasportati tramite traghetti.

Infine, la posizione di Washington, che ha lo scopo di rappresentarlo in maniera eroica, sarebbe stata molto difficile da mantenere viste le condizioni di tempesta durante la traversata. Considerando che è in piedi in una barca a remi, un tale atteggiamento avrebbe rischiato di far rovesciare la barca. Tuttavia, lo storico David Hackett Fischer ha sostenuto che tutti sarebbero stati in piedi per evitare l’acqua ghiacciata sul fondo della barca (le barche effettivamente utilizzate hanno più bordi più alti). Nonostante tutti questi DSC02044sbagli resta comunque un pezzo insostituibile della cultura americana. Proseguendo nella sala successiva sembra di essere un mix di Via col Vento o i film del Far West: statue in bronzo di pellirossa e le valli della parte occidentale dell’America. Infatti a partire dagli inizi del 1800 gli artisti americani s’interessarono molto alle distese del “Far West”.Ci fu un movimento che va dal 1860 al 1910 in cui a causa dell’urbanizzazione e industrializzazione quelle distese dove si possono vedere nei film western scomparvero, divenendo solo che una leggenda, proprio come gli indigeni che vi abitavano. Così i pochi artisti nostalgici di quella natura devastata dall’urbanizzazione dipinsero quelle vallate, dipinsero gli “indiani d’America”. Uno dei scultori più attivi in questo movimento fu Fredrick Remington. Le sue sculture infatti sono pellirosse e cowboy in bronzo, Hermon Atkins MacNeil invece raffigura attraverso la

pittura le tribù autoctone. Si riesce a percepire la nostalgia di quella tribù attraverso le loro facce, sembra come se ci volessero dare l’addio, come se sapevano il loro destino. MacNeil fu ingaggiato nel riprodurre una scultura destinata alla città di Portland, in Oregon.

Il titolo “Coming of the White Man” l’arrivo dell’uomo bianco, rappresenta la sottomissione e successivamente l’estinzione delle popolazioni indigene.

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La riproduzione della scultura infatti vede l’uomo bianco che imprigiona due membri  Multnomah, tribù Chinook del Pacifico Occidentale. La postura è fiera e altezzosa, e posano con dignità. Guardando quei volti mi rendo conto quanto la cultura occidentale abbia distrutto quella razza umana che nonostante fosse in una fase primitiva e nomade rispettava appieno la natura. Per esempio i pellirossa quando uccidevano un bisonte o prendevano una pianta, o uccidevano un animale, rendevano grazie alla madre terra dei doni che gli offriva, e quando uccidevano gli animali, pregavano che il loro spirito. E perfino nei nostri giorni ci sono “gli americani “ che uccidono animali e gente innocente per il potere e il piacere di uccidere, per essere il più forte. Perché invece non prendere esempio e cercare di apprezzare il sacrificio delle carni di cui mangiamo e di non abusarne. A volte penso che la vita primitiva dei nomadi di quelle tribù probabilmente era migliore di quella che abbiamo ora. Sarebbe interessante ascoltare cosa ci dice la natura, soffermarci sui raggi di sole che fortificano le nostre ossa, ascoltare l’ululato del vento, il battito della pioggia,  il fruscio degli alberi, soffermarci un attimo nell’ascoltare e ringraziare quello che la terra ci dona.

DSC02060Alzo gli occhi deluso dall’estinzione e vedo la statua di Abramo Lincoln di Augustus  Saint- Gaudens.  La scultura “Abraham Lincoln: The Man”, è la copia ridotta della statua in bronzo raffigurante il 16emo Presidente statunitense. La statua originale è in Lincoln Park a Chicago, e numerose repliche sono stati installati in altri luoghi in tutto il mondo. Completata nel 1887, è stato descritta come la scultura più importante di Lincoln del 19 ° secolo. La scultura rappresenta Lincoln alzarsi da una sedia, per fare un discorso. Le altre repliche si trovano nella piazza del Parlamento di Londra, nella Tomba di Lincoln a Springfield, Illinois, e al Parque Lincoln a Città del Messico. Interessante anche i dipinti di Jerome B. Thompson dove ammira il paesaggio del fiume Hudson dal Monte Mansfield. Ritrovo un’altra scultura di Saint-Gaudens: la dea Diana. Anche questa è la riproduzione in scala e l’originale, la dea completamente d’oro che inarca l’arco prima di scoccare la freccia, era destinata all’apice della torre del Madison Square Garden, che fu demolito nel 1975. Arrivo alla fine del Metropolitan di fronte ad una fontanella e a riproduzioni di statue del tempo classico, colonne egizie. Una guardia si avvicina dicendomi che fra poco il museo chiuderà e mi invita a recarmi verso l’uscita. Passo di fronte ai resti di un tempio della Mesopotamia ed esco da quel Museo un po’ frastornato, forse ho immagazzinato fin troppe informazioni, però uscendo respiro la cultura e scopro di iniziare ad entrare nella cultura e nelle tradizioni americane.

Andando verso l’uscita passo davanti le rovine mesopotamiche e l’arte mediorientale.

 Fabio Chiarini

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