Tra le tenebre fiamminghe…il suonatore di liuto del Caravaggio

DSC02005Proseguendo per la galleria successiva, ci sono i miei compaesani: il Tiepolo con la battaglia di Vercelli, il Canova con Cupido e Psyche di Jacques Louis David con la morte di Socrate. Vederlo lì mi fa un certo effetto, poiché l’ho studiato alle superiori.

In un primo momento David penso’ di raffigurare il filosofo nel momento di subire l’ingiusta condanna alla pena capitale per aver reso empieta’ verso gli dei e aver corrotto i giovani;ma sotto il consiglio di Trudaine, il committente, il soggetto definitivo fu quello degli ultimi istanti di vita di Socrate quando questi con dignitosa seraficita’ accetta impassibile il proprio destino mostrando di accettare da buon cittadino di Atene il corso della giustizia senza opporsi ad esso. Il dipinto esprime pienamente la crescente attenzione che in epoca neoclassica si era spostata verso i valori civici e morali che venivano tributati alle culture classiche greche e romane in contrapposizione netta ai costumi sempre piu’ rilassati e viziosi della classe aristocratica contemporanea. Proseguendo i deludenti pittori olandesi, esempi come Frans Hals, Rembrandt, Vermeer van Delft, Albert Cuyp, e Maes.

Non mi fanno  particolarmente impazzire i quadri fiamminghi e olandesi, forse perché nella maggioranza sono ritratti di nobili e persone famose all’epoca, o personaggi inusuali e strambi, o sfocia nella religione. Per non parlare dei colori austeri che tendono ad essere sempre cupi con personaggi sempre vestiti di nero o con colori spenti.DSC02006

Tuttavia mi colpisce il trittico The Penitence of Saint Jerome, di Joachim Patinir. Segue la tradizione dei Paesi Bassi: figure sacre di grandi dimensioni dominano il primo piano: Cristo, che viene battezzato nel fiume Giordano, San Girolamo e Antonio Eremita (mostrato con i mostri che lo assalivano). Il vero soggetto del quadro, tuttavia, è splendido paesaggio panoramico, che mi incoraggia a percorrere visivamente il pellegrinaggio del santo.

DSC02013Continuo con la vocazione di Aloisio e cupi quadri fiamminghi. I miei occhi annoiati riprendono vita vedendo quel sublime quadro, è lui: il CARAVAGGIO! Ho la pelle d’oca vedendomi di fronte a me The Lute player, il suonatore di liuto. Rimango estasiato da quel dipinto. Semplicemente sublime. Rimarrei ore ad ammirarlo. Tra l’altro un dipinto del genere cela molti segreti, come la maggior parte dei dipinti di Caravaggio, è anche per questo che mi piacciono.

Si ritiene, data l’estrema somiglianza estetica col Bacco degli Uffizi, che a posare per entrambe le opere sia stato lo stesso modello. Una parte della critica lo identifica col pittore siciliano Mario Minniti, Altri lo identificano col cantante soprano, castrato spagnolo Pedro Montoya, che in quegli anni era cantore nella Cappella Sistina; non a caso, il fanciullo ha le labbra dischiuse, come se stesse cantando accompagnandosi con lo strumento. Anche Pedro era amante di Caravaggio, infatti vivevano assieme alla villa di Bel Monte! La vita di Caravaggio,per quanto sia stata DSC02017maledetta, poterla conoscere è ad ogni modo incredibilmente affascinante.

L’elemento più pregevole del dipinto è sicuramente la doppia natura morta sul tavolo, rappresentata dai frutti (memorabile la pera con i graffi bruni sulla buccia), dai fiori e dallo spartito musicale. Quest’ultimo, analogamente a quello presente nel Riposo durante la fuga in Egitto, è stato decifrato dai musicologi che v’hanno individuato un sonetto d’amore d’autore anonimo; il quadro, quindi, vuole essere un invito ai piaceri dell’amore e delle gioie della vita attraverso le arti (la musica e il canto) e i piaceri terreni (la frutta e i fiori).

La “dedica” al Giustiniani è stata decifrata grazie alla grande “V” (cioè Vincenzo) dipinta su un capoverso dello spartito.

Esiste sicuramente un’altra copia presso l’Hermitage a San Pietroburgo.M a la visione del Suonatore di liuto non si ferma qui. Caravaggio volle, con questa sua opera deporre il ricordo della sua “conoscenza contagiosa” che stravolse il modo di concepire la pittura. Già diversi pittori, celavano messaggi all’interno di quadri “commissionati” dalla Chiesa. (Botticelli, Rosso fiorentino, Pontorno, Raffaello… tanto per citarne alcuni).

Con quest’opera Caravaggio pose un sigillo sul significato più nascosto della sua pittura. Oltre alla visione già ampiamente spiegata e svelata da diversi critici, ovvero al simbolismo dell’androginia o ai vari significati dei fiori e del cesto di frutta, o ai vari significati della musica, Caravaggio ci rappresenta la forma dello ying e dello yang, ovvero il Cielo e della Terra, lo schema di tutte le cose, i generatori del cambiamento, l’origine della nascita e della distruzione, il simbolo bianco e nero. Infatti se si scruta bene il suo vestito è bianco e nero, la Luce e  le Tenebre, un vestito “duale” di un essere Androgino che può essere ambiguo, può somigliare addirittura ad una donna. Mi soffermo a vedere i quadri di Sodoma, per finire con i quadri del Velasquez e de  El Greco, per poi salire al secondo piano dove si trova la collezione americana.

Fabio Chiarini

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  1. caleb scrive:

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