Harlem, il limbo fra Manhattan e il Bronxs

harlemTornando a casa mi vedo con Sid, ma invece di prendere le solita C andiamo dall’altro lato dell’ avenue e prendiamo la linea 2. Infatti domani verrà la madre a trovarlo e quindi non potrà ospitarmi, tuttavia mi mostra l’altro appartamento, sulla 106ema strada, dopo passerò la notte.

Non ho mai preso questa linea, Sid mi spesso prende questa linea poiché passa per Wall Street. Una volta, la prima volta che sono venuto a New York, sbagliai la fermata e arrivai al limite tra il Bronxs e Harlem, verso la 155ema. Il mio marcia indietro fu immediato, visto che c’erano due ragazzi di colore che mi adocchiavano come dei cacciatori di fronte alla madre di Bambi, così per evitare quella fine scesi di corsa le scale. Fortunatamente una signora aveva capito le intenzioni dei brutti ceffi, e mi invitò ad aiutarla a scendere le scale. Stando vicino alla signora, notai che i brutti ceffi si erano arrestati, come se la signora fosse una sorta di scudo. Ringraziai immensamente la signora, e lei benedicendomi con il segno della croce, mi raccomandò di stare attento e di non imbattermi più in queste zone da solo.

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La 106 ema strada si può definire l’inizio di Harlem, ma mantiene ancora l’identità per bene di Manhattan grazie alla vicinanza della Columbia University.

Harlem è il quartiere “nero”, si trova a nord di Manhattan ed è un limbo fra il Bronxs e Manhattan, o meglio, non è così pericoloso come il Bronx, ma se sei bianco devi fare attenzione!

Il nome mi fa pensare all’Olanda, infatti, come in fin dei conti tutta Manhattan, un tempo  era insediamento umano da parte degli olandesi, che lo chiamarono Nieuw Haarlem, in onore della città olandese di Haarlem. Nel 1664, gli inglesi presero il controllo della colonia olandese e battezzarono il luogo Harlem.

harlem renaissanceNel XIX secolo, Harlem era un sito pieno di fattorie, tra cui quella di proprietà di James Roosevelt ad est della 5th Avenue tra la 110th e la 125th Street, che attualmente è il centro della zona spagnola di Harlem.

Gli abitanti di colore arrivarono ad Harlem all’inizio del XX secolo ed entro il 1919 erano già quadruplicati.

Negli anni venti, Harlem fu il centro in cui nacque un movimento culturale nero detto rinascimento di Harlem, che fu un tempo di produzioni artistiche come il jazz, i cui spettacoli, ironicamente, erano destinati solo a gente bianca. Harlem è anche una delle zone in cui i ragazzi di strada iniziavano a ballare a ritmo di canzoni hip hop.harlem-map

Nel corso degli anni immediatamente successivi la fine della seconda guerra mondiale, il quartiere divenne meta di molti immigrati ispano-americani. In pochi anni, anche a causa di una sorta di periodo di decadenza generale della zona, Harlem si trasformò in quartiere povero con un elevato tasso di disoccupazione e criminalità.

Per anni conosciuto come il quartiere più pericoloso, malfamato e decadente all’interno dell’isola di Manhattan, a partire dalla metà degli anni novanta del XX secolo il quartiere ha iniziato a cambiare faccia, grazie soprattutto alla volontà dei suoi abitanti, decisi a cambiare la situazione in meglio.

Oggi i segni del nuovo “rinascimento” iniziano ad essere tangibili, con una migliore qualità della vita, più lavoro per tutti, meno criminalità ed uno spiccato ritorno alla diffusione della cultura afroamericana. Questo sta portando ad un processo di gentrification di molte zone che sta facendo crescere i costi delle case e soprattutto degli affitti, creando disagi notevoli alla popolazione residente.

black peopleSoprattutto a SOHA, (South Harlem) c’è la costruzione di condomini di lusso e per l’arrivo di popolazione bianca. Infatti tra le innumerevoli volti ispanici e neri, compaiono come due pesci fuor d’acqua una coppia di ragazzi con i capelli biondi e pelle chiara, sembrano degli svedesi!

Non appena arrivati Sid mi mostra l’appartamento: è molto luminoso, molto minimal come piace a Sid, delle statuette di Pinocchio si adattano al salotto e la cucina e alla camera che hanno mobili di legno.

Mi mostra il balcone, molto ampio anche se un po’ spoglio e un malandato.

Uscendo mi imbatto a delle lanterne rosse, tipiche cinesi, come sono arrivati i bianchi ci sono arrivati anche loro!

Facciamo una corsetta per prendere l’autobus e dopo pochi minuti siamo già a casa!

Fabio Chiarini

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