Essere un papà gay non è un utopia

 

coppie-gay-in-italia Dopo la figuraccia delle posate, Davide ci racconta la sua vita attraverso i suoi tatuaggi: dei fiori in omaggio alla madre, che mi cognome fa Fiori, delle date tra le foglie, 1985 la data di nascita del suo compagno, e 2011 la data di nascita di sua figlia. Mi mostra sua figlia dal suo cellulare, orgoglioso. Vedo nei suoi occhi il riflesso di un affetto inestimabile e capisco quanto sia bello essere padre. Gli confesso che anche a me piacerebbe essere padre, ma ovviamente in Italia è difficile e non è così semplice ottenere una madre surrogata. Lui mi da tutte le informazioni possibili e io inizio a sognare. In effetti non c’è cosa più che desideri al mondo di avere dei figli, ma ovviamente in Italia, essere gay e avere dei figli è sinonimo di essere un bastardo egoista che vuole avere solo un accessorio, come un cane da portare a passeggio. Molti altri bigotti hanno il terrore che vivendo in un contesto omosessuale il bambino possa diventarlo. Questo chiusura mentale mi fa rabbia, perché molte persone gay o etero che 

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siano sentono di essere padri, è un istinto naturale che nasce aldilà dell’orientamento sessuale, ed è massacrante quando a volte le persone ti giudicano come un egoista, perché è esattamente il contrario. Vedo gli occhi di Davide davanti a quel capolavoro della figlia, mi confessa che nonostante ami stare a New York, non vede l’ora di tornare ad Hong Kong dove si trovano il suo ragazzo con sua figlia, gli manca, non vede l’ora di riabbracciarla e vuole cogliere ogni singolo giorno, ogni singolo passo della sua crescita, senza perdersi nulla. Vedo il suo sorriso, pieno d’amore e ammirazione e sono sicuro che sarà un padre modello, e spero di prenderne esempio.

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La biondina sparisce nella metro, io preferisco fare  due passi per riflettere un po’. Davide mi vede un po’ pensieroso così mi fa compagnia per un po’ chiacchierando della mia vita e della sua. lo guardo senza invidia, anzi con ammirazione. Ha girato il mondo e ora ha tutto: un compagno che lo ama, una figlia. E’ una fonte d’ispirazione per me e spero veramente di essere fortunato come lui. Anche il modo in cui mi racconta le cose, senza pavoneggiarsi, con aria naturale e semplice, mi danno la forza di sperare, di contare su me stesso, il mio sogno di essere come lui, prima d’incontrarlo pensavo che tutto ciò, un buon lavoro, un compagno, viaggi e dei figli, potessero essere un’utopia, una leggenda metropolitana, ma di fronte a me sento di avere la prova di quello che ho sempre sognato, un giorno posso ottenerlo anche io, lottando ovviamente, e ce la metterò tutta, e quel giorno, ringrazierò quell’insolito incontro!

Fabio Chiarini

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  1. costanza scrive:

    forza e coraggio…le cose cambieranno!🙂

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