Bolle di sapone a Central Park

21/06/2012

DSC01886La pecca di Sid, come del resto di tutti i Newyorkesi, è che hanno perennemente il frigo vuoto e niente caffè! Può capitare che di tanto in tanto la mattina ci sia gli avanzi della cena precedente del Whole Food, ma di certo a colazione non mi metto a mangiare pollo al curry, ed io che fino a quando non prendo il caffè posso fare il figurante di Resident Evil, uno ZOMBIE!

Ancora con gli occhi chiusi m’infilo un paio di pantaloncini e con gli occhi ancora un po’ assonnati, vado alla ricerca del venditore ambulante. Proprio sulla Columbia Avenue c’è una signora ispanica con il suo chiosco che vende caffè, donout e sandwich!

Mi gusto il mio caffè americano in una mano, e il donout nell’altra, facendo il giro più lungo, godendomi il sole mattutino. Passeggiare per le strade di New York con il caffè in mano è una delle cose che adoro, mi rilassa e mi fa sentire come se fossi in quelle commedie americane. Ho portato con me il mio pc, così da lasciarmi ispirare dalla splendida giornata. Mi dirigo verso Central park, e mi fermo all’altezza della 72ema, dove c’è la fontana e cerco ispirazione ascoltando il suono celestiale di uno strumento a corde. Quella musica celestiale sembra come un richiamo di una sirena, mi ammalia, sinuosa, ed io come un povero marinaio, non che seguire quella musica che mi porta sotto i portici oscuri. L’artefice di quella musica è una ragazza magrolina, bionda con gli occhiali, fa tenerezza perché il corpo del contrabbasso la nasconde. Riesco a interpretare i suoi sogni, i suoi pensieri. Sembra come inebriata dalla melodia che sta suonando, percepisco la passione, la delicatezza in cui tocca le corde, come se stesse sfiorando il corpo del suo partner. Lei non mi vede, ha gli occhi chiusi, riapre dolcemente gli occhi solo quando cambia la pagina dello spartito, come se lo stesse seguendo, poi li  socchiude di nuovo.

Cerco di catturare le sue espressioni, a volte sembrano di dolore, per enfatizzare la sua melodia, altre alza il sopracciglio per poi accoccolarsi verso il collo del suo “compagno”.DSC01908

Salendo la scalinata, un ragazzo sta insegnando ai dei bambini, pazientemente, a come creare enormi bolle di sapone.

Le sue bolle sono gigantesche, mentre i poveri bambini, tengono il broncio perché le bolle scoppiano prima ancora di ingigantirsi.

Allora lui, dolcemente prende le mani di ogni singolo bambino, e li manovra per riuscire a fare una bolla di sapone gigante. Quando ci riescono il broncio dei bambini svanisce. Sono entusiasti e si eccitano sempre di più nell’ingrandirsi quella bolla….poi poi staccarsi dallo spago e volare per il parco.DSC01910

Io rimango sulla panchina a guardare un po’, mi lascio trasportare dai movimenti della creazione e dal vento leggero che porta via quella bolla…un senso di libertà che dura poco, pochi secondi prima che s’infranga da qualche parte, o che scoppi da sola.

Fabio Chiarini

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...