Quello che non ti uccide fortifica

photo gallery soho

Lascio la falsa Italia, per andare verso Broadway che spacca in due l’est con l’ovest, e in pochi minuti mi ritrovo di nuovo alla parte occidentale. Ritrovo numerose  gallerie d’arte private, negosi bohemien, che non si capisce bene se vendono riviste vintage, accessori o vestiti. Probabilmente prima era una galleria d’arte, ma ora è diventato un negozio, di cosa ancora devo scoprirlo!

Attraversando la strada vedo Soho Gallery, l’avevo già vista su internet, così entro per sapere maggiori informazioni per esposizioni fotografiche. Purtroppo vengo a sapere che la galleria è riservata ai fotografi emergenti, ma residenti a New York….Grrrrr!kelly karlson

Voglio proprio capire come fanno gli italiani a rimanere a lavorare o fare qualsiasi cosa, dov’è andato a finire il sogno americano, l’esempio di migliaia di emigrati italiani? Rimango un po’ deluso e camminando a testa bassa accendo l’Mp3 che casualmente è sintonizzata sulla canzone “Stronger” di Kelly Clarkson:

 

“What doesn’t kill you makes you stronger

Stand a little taller

Doesn’t mean I’m lonely when I’m alone

What doesn’t kill you makes a fighter

Footsteps even lighter

Doesn’t mean I’m over cause you’re gone

Just me, myself and I”

 

What-doesnt-kill-you-makes-you-stronger

Quello che non ti uccide fortifica! A questo proposito ci tengo a precisare che spesso quando sono sul mio computer e aggiorno su Facebook le mie avventure, sono sempre sovrastato da persone che invidiano quello che sto facendo. Anche nel corso della mia vita, quando mi capitava delle cose positive, c’è stato spesso invidia o qualcuno anche benevolmente che mi diceva che ero fortunato. Ebbene, a queste persone vorrei ricordare che effettivamente  per alcuni versi sono fortunato, ma non nel modo in cui credono loro. La fortuna non ci viene a cercare, non sbuca da sotto i piedi come dei funghi, siamo noi che dobbiamo cercarla, e spesso bisogna fare molti sacrifici, a volte per esaudire i propri obiettivi siamo costretti ad adattarci. Mi considero una persona fortunata perché mio padre probabilmente un giorno mi diede la spinta di emergere, ha fatto di tutto per trovare un lavoro, anche non remunerativo, mi ha spinto ad andare all’estero e da lì che è nato tutto, la mia passione, il mio carattere, se non fosse stato per lui, probabilmente sarei nel mio paesino probabilmente a lavorare come cameriere o come receptionist.

Tuttavia non è tutto oro quello che brilla, sostenere un viaggio del genere ha molti risvolti: ovviamente c’è una forte adrenalina che ti spinge alla sete di conoscere sempre di più la cultura autoctona, ma ci sono anche molti ostacoli. Quello che sto facendo non è una vacanza, ma un viaggio e la parola seppur può sembrare un sinonimo, non è così.strenght

Il viaggio lo considero come un viaggio soprattutto interiore, ti matura, ti fortifica, ti fa andare oltre i tuoi limiti e ti fa capire quello che il filosofo Socrate disse secoli fa: il vero saggio è colui che sa di non sapere. E questo che sono io, probabilmente non voglio essere presuntuoso da paragonarmi ad un saggio, ma è ciò che mi capita quando sono in viaggio: sono un perfetto ignorante della storia, della loro cultura e acquisendo ogni giorno informazioni mi fanno sentire sempre di più ignorante.  L’accettazione dell’ignoranza su quest’aspetto è un fattore importante perché ti mantiene semplice, umile e tendente al sapere. Una persona che sa di sapere le cose, sarà una persona che non ha bisogno di andare alla ricerca delle conoscenze. Il mio viaggio mi sta servendo ad andare oltre i miei limiti, ho rinunciato a determinate cose che potevano essere interessanti, e se sono qui ho fatto delle scelte, non indifferenti. Non molte persone hanno il coraggio di fare quello che ho fatto io, e allora mi chiedo, perché mi invidiate? Perché pensate che io sia fortunato?

Provate a  rischiare anche voi, a mettervi in gioco, a liberarvi dall’effimero universo che vi siete circondati, dalle scuse che mancano sempre soldi, ma che non abbandonate i vostri i vizi e che non scendete a compromessi. Fatto ciò allora possiamo parlarne.

Fabio Chiarini

2 Comments Add yours

  1. alfio scrive:

    Beato te, che vai in giro a fare tante cose belle. Sei molto “Stronger”. Giusto anche quello che non ti uccide ti fortifica ma, ciò che fa male quante ferite ti lascia dentro e fuori. Un caro saluto.

    1. Fabio Chiarini scrive:

      Ciao Alfio
      Un bellissimo messaggio e mi fa capire che quello che volevo trasmettere probabilmente a qualcuno è arrivato!continua a seguirmi;) mi farebbe piacere un tuo prossimo commento;)

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