Una serata in discoteca all’XL

22/06/212

13:00

xl clubIl giovedì si entra gratis all’XL, un locale gay, che aperto da poco, ma che ormai di tendenza. Solitamente il venerdì e il sabato il costo è esagerato, 20 dollari.

Mi metto d’accordo per andare insieme con Michael, un ragazzo conosciuto su Couch Surfing.

Ci diamo appuntamento alle 10 al RITZ, un pub che si trova di fronte casa sua, sulla 49ema strada, per una birra e per conoscerci, visto che in discoteca è impossibile a causa della musica ad alto volume. Quando arrivo, Michael è di spalle, con un berretto alla Justin Timberlake.Di fianco a lui c’è la sua amica, una ragazza asiatica con i capelli biondi. Entrambi sono stilisti e lo noto dalla ricercatezza degli accessori: il cappello, piccoli dettagli sulla maglietta, il taglio della gonna della ragazza. Non faccio fatica a fare amicizia, già in pochi minuti sembra che fossimo grandi amici, poi con la coda dell’occhio, noto che l’IPhone della tipa è in francese, così le chiede da dove theritzviene, anche perché i tratti somatici non sono né francesi, né tantomeno americani. E invece è proprio francese, di Parigi, ma vive a New York nel campo della moda da diversi anni. Inizio a parlargli in francese, ma poi continuiamo a parlare inglese visto che Michael ci guarda confuso. Una cosa che faccio caso è che negli Stati Uniti non hanno la Desperados, una birra con l’aggiunta della tequila. Non è molto forte, ma il superalcoolico da un tocco più dolce. Inoltre per me ha anche un  valore affettivo, ricordo che ai tempi dell’Università con le mie amiche dopo ogni esame andavamo a prenderci delle “Desperados” al bar vicino casa, eravamo proprio DISPERATI!

dsco ballE oramai le abitudini non si cambiano, così il barista per rimediare la mancanza della desperados aggiunge della tequila. Michael mi guarda un po’ come un alcolizzato, così gli dico di assaggiare, ma lui mi confessa che ha un brutto ricordo della tequila, l’ultima volta ha vomitato per tutto il giorno dopo, e così è rimasto ancora traumatizzato. Stiamo per alzarci quando un amico di Micheal lo viene a salutare con il ragazzo e spavaldamente (nonostante non conosca né me né la francesina) offre da bere a tutti noi. Il tizio sembra uno di quei miliardari, veste con una giacca elegante, con il fazzoletto bianco sul taschino laterale, la cravatta leggermente allargata e abbraccia di lato il suo compagno, mentre il suo ragazzo appoggia le mani sulle spalle come quelle donne che sono ai casinò.

Rimaniamo un po’ a fare quattro chiacchiere per diplomazia, ma stiamo tutti e tre attenti a guardare l’orologio. Si sta facendo tardi, così non appena finiti i drink ci dirigiamo verso il locale.

Essendo la settimana del Gay Pride c’è una fila assurda, ma abbastanza scorrevole,per non parlare dentro, è strapieno, sembrerebbe un sabato sera!

Di solito a Roma, il giovedì non è poi così pieno, o meglio, ci sono perlopiù studenti, mentre lì l’età è eterogenea: trovi sia giovanissimi, che giovani, che maturi!

Il locale fa parte dell’hotel The Out NYC, il primo luxury hotel gay in New York. E’ stato inaugurato da poco, nel gennaio di quest’anno, ma visto che è situato nel quartiere emergente gay di Hell’s Kitchen, non ha avuto difficoltà a riscuotere successo e ad aggiudicarsi la nomina di un posto di tendenza.

Inotre ha diverse attività: per quanto riguarda la discoteca è uno dei locali più divertenti di New York, con 14.000 metri quadrati di dancefloor.XL New York

Il ristorante invece, lo vedo mentre facciamo la fila, si affaccia sul lato della strada e mantiene un design molto sofisticato, Micheal mi dice che il servizio è ottimo e che la cucina è aperta fino a tarda notte e fanno anche il Brunch. La cucina è quella moderna americana, lo chef è fissato con la tradizione e ispirato alle stagioni

C’è anche uno spazioamo uno spazio esterno ed è per questo che viene anche chiamato come “Urban Resort”.

Prima di entrare vado nel bagno del ristorante e noto anche che c’è una Spa  con copertura in vetro e una cascata di 15 metri che pone le basi per il relax. Deve essere una cosa fichissima!

Tra l’atrio e la  cascata, si trova di tutto, dai capanni e aree lounge di vasche idromassaggio e docce di raffreddamento oltre alla palestra e alla zona per lo yoga. Dovrei conoscere qualche Couch Surfing che gli andrebbe di dividere una notte con me…anche se penso che New York è già cara, non oso immaginare quanto costi una notte in quell’albergo. Basta solo immaginare che la prima volta che sono venuto a New York avevo trovato un hotel a una stella ( regalata) la camera era così piccola che c’entrava a malapena la valigia. Il bagno e docce in condivisione, per la modica cifra di 150 dollari!

Entriamo nella discoteca e alcuni Go Go Boys ballano con i sospensori ai lati del palco ancora con il sipario chiuso, poco dopo il sipario si apre e quando arriva la vocalist, i cubisti si radunano tutti attorno a lei, con dei gadget che lanciano verso il pubblico. Migliaia di ragazzi cercano di prendere i gadget agguerriti come se fossero delle damigelle e quei gadget fossero un bouquet della sposa.

Ovviamente a quelli meno interessati come me, gli arriva dritto sulla fronte!

Il pacchetto contiene una tshirt I love New York ( il cuore è sostituito dal logo della discoteca che è un cuore con le corna) che avvolge un dvd porno di uno dei cubisti. Sinceramente la tshirt è carina, ma magari il dvd porno sarà un souvenir “eccitante” da regalare a qualche mio amico!

Verso le 5, divertito, ma distrutto, prendo il taxi con la francesina, visto che lei abita sulla 90ema facendomi solo sei isolati a piedi.

Fabio Chiarini

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